Garlasco, bus da posticipare
GARLASCO Un anno per avere una risposta che non c'è. I pendolari per Milano tornano a bussare alla porta di Arfea affinchè la corsa del rientro delle 19.10 venga posticipata. «Avevamo chiesto di 20 minuti – spiega la rappresentante sulla linea del Coordinamento provinciale pavese, Elisa Franchi – ma siamo rimasti fermi al tavolo tecnico di gennaio 2012, quando la stessa Arfea ci disse che per problemi tecnici non potevano andare oltre 15 minuti di posticipo. Va bene anche un quarto d'ora, ma da allora nessuno di noi è riuscito a prendere contatti con l'azienda e la nostra richiesta è caduta nel vuoto». Mesi fa Stav andò incontro all'utenza spostando l'ultima corsa da Milano Famagosta dalle 20 alle 20,20. Così è venuto però a crearsi un vuoto tra la penultima corriera verso casa, quella delle 19,10 gestita da Arfea, appunto, e l'ultimo mezzo a disposizione. Perciò i pendolari hanno proposto ad Arfea di adeguare l'orario spostando la corriere delle 19,10 verso le 19,30. Domani Franchi farà partire l'ennesimo sollecitato all'azienda di trasporti alessandrina. «E' un problema condiviso da tanti di noi – riprende Franchi – perché non c'è solo chi viaggia da Gropello e Garlasco, ma anche tanti che si appoggiano alle fermate di Gropello e Garlasco per andare a Dorno o Zinasco, per fare solo un esempio». E' già un no categorico invece quello scandito dalla categoria davanti alla possibilità che in Provincia i Comuni di Garlasco, Borgo San Siro, Gambolò, Carbonara tornino a discutere con Stav e Arfea della possibilità di eliminare le fermate in paese e di istituire al loro posto solo fermate sulle circonvallazioni. Le società di autotrasporti hanno di recente rilanciato l'idea facendone una questione di tempo. «Decentrare le fermate significa ridurre i ritardi cronici causati dal traffico sempre sostenuto sulle provinciali tra Vigevano e Pavia», ha ripetuto Giorgio Rigoni di Stav. Contrari i sindaci interessati e anche i pendolari che come i Comuni trovano «impensabile mandare la gente in circonvallazione a prendere il pullman – interviene di nuovo Franchi – dove non c'è ombra di un parcheggio e di nessun altro servizio a cui appoggiarsi». (si.bo.)