Incendio doloso, si punta sulle telecamere
PAVIA Telecamere e impronte digitali. Sono i cardini attorno a cui ruotano le indagini della polizia, che sta cercando di fare luce sul rogo doloso a casa dell'editore, blogger e attivista di Insieme per Pavia Giovanni Giovannetti. Nella zona di via Abruzzo, dove si trova l'abitazione a cui i piromani hanno dato fuoco a partire dal seminterrato nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, c'è una telecamera che potrebbe rivelarsi utile per le indagini. L'occhio elettronico non punta su via Abruzzo, ma potrebbe avere registrato movimenti e passaggi di persone su cui avviare verifiche. L'altro filone è quello delle impronte digitali: ieri la polizia scientifica ha compiuto un altro sopralluogo nel seminterrato, a caccia di indizi che potrebbe essere stati sottovalutati in un primo momento. Un'operazione complessa, ostacolata anche dal fatto che l'incendio, che ha devastato un bancale di libri custoditi nel locale, potrebbe avere distrutto anche indizi importanti per le indagini, che sono coordinate dal sostituto procuratore Roberto Valli. Il fronte dell'inchiesta si intreccia con quello della solidarietà. Oggi pomeriggio, a casa di Giovannetti, amici e cittadini, armati di pennelli e vernice, allestiranno un cantiere per risistemare la stanza danneggiata dalle fiamme. Un appuntamento a cui potrà partecipare chi lo desidera e che cade a distanza di una settimana esatta dal rogo, che si è sprigionato nella casa domenica scorsa. E sempre di domenica, ma due settimane fa, c'era stata un'intrusione sospetta a casa di Giovannetti, che aveva ricevuto la visita di ladri che, dopo avere forzato la finestra dell'abitazione e aver messo a soqquadro la casa, si erano allontanati senza portare via nulla. Una coincidenza? O una sorta di anticipazione del gesto che sarebbe stato compiuto qualche giorno dopo? Anche a questo interrogativo le indagini della squadra mobile, a cui è stata affidata l'inchiesta, dovranno cercare di dare una risposta. (m. fio.)