Banche, un italiano su tre non ha il conto corrente

di Andrea Di Stefano wMILANO La leggenda dei soldi sotto (o dentro) il materasso è molto più reale di quanto non sembri. Quasi un terzo degli italiani dai 16 anni in su (il 29% per la precisione) non sono titolari di un conto corrente. Si tratta di un record negativo nell'Europa Occidentale, dove la media è del 14%, che conferma la nostra distanza siderale dal Nord Europa: in Danimarca e Finlandia il 100% della popolazione sopra i 16 anni ha un conto in banca, tra il 93 e 99% in tutti gli altri principali Paesi europei mentre peggio dell'Italia sono solo Polonia (30%), Bulgaria (47%) e Romania (55%). La situazione è ancora peggiore per le donne: solo il 64% della popolazione femminile italiana sopra i 16 anni possiede un conto corrente contro il 71% degli uomini ed una media europea, pari all'86%, uguale per uomini e donne. Secondo costume nazionale, andiamo a due, o forse tre, velocità. Da una parte c'è chi ormai usa la carta di credito per pagare caffè e pasticcini, non stacca assegni da un paio di anni perché usa solo il conto online e chi, invece, nasconde il contante nel battiscopa convinto che in banca, soprattutto dopo la tempesta dell'euro, prima o poi si rischia di perdere tutto. Un segnale chiaro dell'altro Paese, più lento e guardingo, con un bisogno ancestrale di avere il portafoglio pieno e una buona scorta sottomano. Il caso più noto: i pensionati. Tutti ci chiediamo perché mai tanti anziani corrono il rischio di essere scippati, una volta al mese, per il solo gusto di uscire dall'ufficio postale con cinquecento-settecento euro. Sono inconvincibili: vogliono i contanti altrimenti si sentono poveri. Purtroppo, non è che il sistema finanziario e bancario faccia molto per rassicurarci. Sono almeno diciotto mesi che quasi ogni giorno gli analisti ci avvertono che i nostri risparmi sono a rischio, che le banche non sono più liquide, che se improvvisamente tutti i correntisti andassero allo sportello a chiedere indietro i loro soldi l'intero sistema andrebbe in bancarotta. Sono molte le ragioni di questa diffidenza nei confronti delle banche e non tutte riconducibili al nodo dei costi che, comunque, pesa. A dare retta alla ricerca che tutti gli anni viene effettuata da Bankitalia, infatti, la spesa media per la gestione di un conto corrente bancario è diminuita nel 2011 per il terzo anno consecutivo, attestandosi a 105,7 euro, oltre 4 euro in meno rispetto all'anno precedente e 8 euro in meno rispetto al 2009. Secondo Bankitalia la riduzione delle spese fisse e di alcuni costi variabili, insieme all'incremento del numero di operazioni, ha comportato un calo del costo medio per operazione nell'ultimo anno pari al 18%, da 1,78 a 1,51 euro. Al netto delle commissioni pagate sugli scoperti e i finanziamenti in conto corrente, la spesa media annua si attesta a 88,3 euro (2,8 in meno del 2010). Per i conti correnti postali, infine, nel 2011 la spesa media è diminuita di 4,1 euro, attestandosi a 56 euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA