Ausiliari, in 120 da ricollocare

PAVIA In attesa che amministrazione e sindacati trovino la quadra sulla loro collocazione futura, gli ausiliari del San Matteo restano a piedi. Nel senso letterale del termine. Le biciclette con le quali da decenni si spostano all'interno dell'ospedale per il trasporto di provette e documenti cominciano a mostrare il peso del tempo. Logorate da chilometri percorsi tra le strade del San Matteo e i sotterranei dove sfrecciano con naturalezza, perdono i pezzi. Quelle acquistate dall'ospedale a suo tempo sono state mandate in riparazione nell'officina, dove sopravvivono ancora pochi operai. Per quelle che invece i dipendenti si sono portati da casa, tinteggiandole di bianco e agganciando l'ormai inconfondibile cassetta di legno sul portapacchi, ci sarebbe qualche problema. E così gli ausiliari, in attesa che la situazione si risolva (e che ci si trasferisca tutti al Dea dove provette e documenti saranno spediti da un luogo all'altro con un sistema pneumatico), viaggiano a piedi dal centro prelievi ai reparti. Serpeggiano non pochi malumori. Intanto lunedì mattina, dalle 10, amministrazione (nello specifico la dirigenza del Sitra, il servizio infermieristico) e i sindacati apriranno un tavolo tecnico per discutere una riorganizzazione del ruolo degli ausiliari. Un tema caldo sul quale si sono confrontate le ultime due amministrazioni con progetti articolati, corsi di riqualificazione e distribuzioni poi mai realmente applicati fino in fondo. Gli ausiliari a tutt'oggi restano nei reparti, si occupano di attività alberghiere, ritirano le tazze della colazione, i vassoi di pranzo e cena, rifanno i letti vuoti. Per loro, che sono complessivamente un centinaio, l'amministrazione sta valutando alcune possibilità di reimpiego. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di non rinnovare l'appalto alla cooperativa che gestisce i servizi di sterilizzazione. Sei addetti che potrebbero essere sostituiti dagli ausiliari adeguatamente formati. Il concorso interno è già stato bandito. «Impensabile non mantenere il fattorinaggio – dicono i sindacati – anche con l'apertura del Dea servirà perché non tutte le cliniche si sposteranno». (m.g.p.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA