Monier, per 40 lavoratori scatta la cassa integrazione
CASTELNOVETTO La crisi dell'edilizia non risparmia nemmeno i colossi. E così, dopo i nomi storici di Vigevano, la paralisi del settore induce un'altra grande azienda a ricorrere agli ammortizzatori sociali per affrontare l'anno che gli esperti prevedono sarà ancora più nero del precedente, come se non bastassero 4mila posti di lavoro persi solo nel campo delle costruzioni in provincia dall'inizio della recessione. Cassa straordinaria per quaranta dipendenti fino a settembre 2013: questo succede in Monier spa, stabilimenti in Lomellina sulla provinciale Mortara-Vercelli, a Castelnovetto e altri sparsi in tutta Italia, da Bolzano a Caltanissetta. L'azienda produce tegole, accessori e componenti per il tetto. L'accordo con i sindacati è stato siglato a settembre e prevede la copertura di dodici mesi per tutti i dipendenti, operai con in media una quindicina di anni di esperienza, età anagrafica tra i 40 e i 45 anni, e provenienze dai paesi della Lomellina occidentale, fino a Mortara e Robbio. «L'azienda ha dovuto contrarre la produzione del 30% per adeguarsi al calo degli ordini che continua ad affliggere il settore – sintetizza Roberto Rocchi di Fillea Cgil Pavia – Questa è una realtà che fa 50-60mila pezzi al giorno, radicata in tutta Italia, ma la crisi è tale da mettere in ginocchio anche i nomi che sembrano più solidi e meglio attrezzati per reggere l'onda d'urto. E' positivo il fatto che stiano differenziando la produzione puntando anche sulla bioedilizia e sul fotovoltaico, ma né sul pubblico né sul privato vediamo segnali di ripresa. Anzi, c'è chi prevede un minimo di stabilizzazione per il comparto non prima del 2020». I Comuni hanno sempre meno risorse e le mani legate per via del patto di stabilità, le lottizzazioni sono ferme da qualche anno, mentre l'immobiliare segnala contratti di compravendita ormai ridotti al lumicino, sotto di un altro 20-30% rispetto a dodici mesi fa. I grossi, come Monier, ricorrono alla cassa integrazione, mentre i piccoli lasciano spesso a casa i lavoratori per riprenderli solo se entrano commesse e a condizione che aprano la partita Iva. Questo spiega, per esempio, perché nel campo delle costruzioni i dati segnalino dal 2011 al 2012 una tenuta del numero di addetti. Senza andare troppo lontano Castelnovetto conta una quindicina di imprese edili per un totale di 32 occupati, come nel 2011; Robbio è ugualmente stabile con 70 realtà che danno lavoro a 132 persone; Mede addirittura sale da 92 a 97 aziende, mentre Mortara chiude il 2012 con 32 ditte edili in meno e una ventina di posti di lavoro persi. Simona Bombonato