«Un altro rogo doloso, ora ho paura»

di Maria Fiore wCERTOSA A settembre il primo attentato. Qualcuno si era avvicinato all'escavatore parcheggiato nel magazzino a Bereguardo e gli aveva dato fuoco. L'altra sera il copione si è ripetuto, stavolta però alla frazione Cascine Calderari, a Certosa, ma nel cantiere in cui lavora sempre la stessa ditta, la Agriverde. «Ora comincio davvero a preoccuparmi e ad avere paura – dice il titolare dell'impresa, Riccardo Albanesi –. Non ho mai ricevuto minacce, ma questi due episodi sono chiaramente un avvertimento. Forse un messaggio che arriva da qualcuno a cui, senza saperlo, ho pestato i piedi o che non vuole che lavori in questi cantieri. Il problema è che con questa attività ci vivo e voglio stare tranquillo. Non ho solo il cantiere di Certosa». La matrice del gesto è da chiarire e le indagini sono già partite. L'imprenditore non ha avuto alcun tentennamento e si è precipitato a denunciare, ieri mattina, la vicenda ai carabinieri di Certosa. L'escavatore è stato incendiato poco dopo le 21 di mercoledì sera, quando un residente che abita vicino al cantiere ha visto il fumo e, attraverso un giro di telefonate, è riuscito a rintracciare il proprietario. Solo l'intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato che il mezzo andasse del tutto distrutto. «La macchina è a noleggio e quindi il danno materiale è coperto da assicurazione – spiega l'imprenditore –, ma questo non toglie nulla alla gravità del fatto. Non so nemmeno come comportarmi». L'impresa è specializzata nei lavori di giardinaggio e lavori forestali. «A Certosa stiamo facendo abbattimento di alberi di robinie – spiega l'imprenditore –. Abbiamo cominciato il 27 dicembre, poi ci siamo fermati per il Capodanno e abbiamo ripreso». Dopo appena due giorni di lavoro il piromane è entrato in azione. «Riusciamo a finire il lavoro lo stesso, con un escavatore di riserva – dice Albanesi –. Ma dopo? Cosa mi devo aspettare? Posso stare tranquillo? Ho anche una famiglia, persone care di cui preoccuparmi. Non si può lavorare con la preoccupazione che da un momento all'altro vengono a bruciarti le attrezzature». Che l'incendio sia doloso non sembrano esserci dubbi. Dal sopralluogo fatto nella zona subito dopo l'incendio sono state trovate sul terreno anche bottiglie di birra e siringhe. Forse utilizzate da qualcuno che potrebbe avere ottenuto una ricompensa per un compito assegnato da un altro? E' l'interrogativo a cui le indagini dei carabinieri dovranno provare a dare una risposta. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA