Pay tv per adulti, raffica di solleciti
di Anna Ghezzi wPAVIA Tv a pagamento per adulti, è raffica di raccomandate che chiedono il pagamento di arretrati a clienti in provincia di Pavia fino a milleottocento euro per abbonamenti vecchi di anni. E iniziano a piovere richieste, almeno una ventina, a Federconsumatori: «Le lettere provengono da Digital Shop, che scrive di avere comprato i crediti di Eurocom International da cui i clienti avevano acquistato il servizio di pay tv per adulti – spiega Mario Spadini, dell'associazione consumatori – . Ma i clienti sostengono di non sapere nulla». Quello dell'acquisto di crediti di altri, e del recupero, è un fenomeno in crescita, avvertono i consumatori: «Digital shop non produce un servizio, ma si limita a recuperare i crediti di qualcun altro –continua Spadini –. Nella raccomandata non vengono fornite prove ma richieste di soldi, e vengono inserite frasi bonarie tendenti a dilazionare con garbo i 1.800 euro richiesti. Noi consigliamo di non pagare e di inviare una raccomandata che rifiuta il sollecito e chiede prove documentali». Di segnalazioni come questa è piena la rete, ma a tutte la Digital shop ha risposto in maniera molto dura. Giordano Pasquetto, titolare dell'azienda con sede a Padova, al telefono spiega: «Nessuna truffa. Io ero il titolare della Eurocom con cui i clienti hanno stipulato i contratti per vedere tv porno a pagamento, l'azienda aveva 50mila abbonati in tutta Italia. Ora abbiamo bloccato l'attività commerciale e cambiato nome, perché con internet il mercato delle pay tv per adulti ha subito un netto calo, e abbiamo cominciato il recupero crediti: abbiamo un migliaio di clienti in tutta Italia che si rifiutano di pagare». Nelle lettere di sollecito si fa riferimento a precedenti comunicazioni e si specifica che il pagamento è dovuto «in forza alle condizioni di abbonamento sottoscritto ove è previsto, in caso di mancata o irregolare disdetta, il rinnovo tacito ed automatico e una penale in caso di mancata restituzione della card». In più si scrive che se si paga, l'abbonamento sarà ripristinato, e poi bisognerà formulare valida disdetta. Non si tratta però di un affare online: «I contratti – spiega Pasquetto – sono cartacei: il cliente ci contattava telefonicamente dopo aver visto la pubblicità su riviste, il contratto era spedito in forma cartacea. Il cliente lo doveva rispedire firmato e aveva la possibilità di fare la disdetta prima entro 60 giorni, entro 30 da quando è cambiata la legge. Nel contratto era specificato che il rinnovo era automatico, che la disdetta andava fatta entro 60 o 30 giorni dalla scadenza, e che si aveva un mese di tempo per restituire la card, pena una penale di 100 euro più spese di sollecito». Come è possibile che i clienti non sappiano dei contratti? «Abbiamo clienti che sollecitiamo dal 2008 e si rifiutano di pagare nonostante tutte le prove. Ma si sono anche verificati casi di furto di identità: lavoriamo in collaborazione con le forze dell'ordine, si deve firmare un documento in cui si dichiara che non si è sottoscritto alcun abbonamento. Spesso però i clienti dicono il falso perché vogliono sfuggire agli obblighi contrattuali, e vengono smascherati». ©RIPRODUZIONE RISERVATA