Incendio a casa di editore anti cemento
di Anna Ghezzi wPAVIA Fiamme nel seminterrato della casa di Giovanni Giovannetti, editore, fotografo, blogger e attivista della lista Insieme per Pavia nella notte tra il 30 e il 31 dicembre. E se l'incendio non ha divorato l'intera casa di via Abruzzo, piena di libri, è solo grazie all'intervento della vicina. Le fiamme si vedevano da fuori nonostante la siepe e il pezzo di prato che separa la scala del seminterrato dalla strada: la porta era aperta. «La porta è stata lasciata spalancata da qualcuno che voleva che le fiamme si vedessero: una firma – spiega Giovannetti, che in questi giorni è in Toscana – non mi raccontino che si tratta di cortocircuito: la centralina delle luci è perfetta, nessun segno nemmeno su prese o lavatrice», attacca Giovannetti. Per i vigili del fuoco snon è stato possibile risalire alle cause dell'incendio. Ma del bancale di libri da cui si sono sprigionate le fiamme non resta nulla. Si allunga invece la fila di eventi che coinvolgono Insieme per Pavia: due settimane fa qualcuno era entrato nella villetta del fotografo-editore al Crosione, aveva aperto i cassetti e gli armadi in tutte le stanze senza rubare niente. «Hanno tirato fuori da un cassetto una busta a quadri, con dentro dei soldi stranieri. Non li hanno toccati, solo spostati. Un avvertimento», spiega Giovannetti. Sabato 15 dicembre, con temperatura polare e neve, era invece andata a fuoco nella notte, in viale Ludovico il Moro, l'auto del consigliere Walter Veltri, che ha sporto denuncia contro ignoti sabato: la perizia della concessionaria stabilisce che a causare l'incendio non è stato né il motore né la batteria. E ancora: meno di un mese prima, per due volte nel giro di 48 ore, qualcuno ha dipinto croci nere sopra l'ingresso dello studio dell'avvocato Franco Maurici. Infine lo scorso 16 febbraio qualcuno ha distrutto a picconate le vetrine di Insieme per Pavia, per la seconda volta. «Scontato il nesso con le recenti battaglie sull'urbanistica: Punta Est al Vallone, Green Campus al Cravino, via Langosco condivise con Franco Maurici, Walter Veltri, Paolo Ferloni – dice Giovannetti – Su tutte queste situazioni sono state avviate indagini. La risposta sono atti intimidatori, per farci smettere di denunciare la criminalità urbanistica a Pavia. Qui da vent'anni nessuno fa politica, si fanno affari. Non è cominciato con l'amministrazione Cattaneo, prima c'erano Albergati e la Capitelli, l'area Carrefour e l'ex Snia». Giovannetti non parla di mafie: «A monte c'è piuttosto la cultura mafiosa che prospera a Pavia da anni. L'incendio della mia casa e dell'auto di Veltri sembra una reazione emotiva: voi danneggiate noi nel nostro patrimonio e noi danneggiamo voi nel vostro. Colpisce la sproporzione, l'atteggiamento cattivo». «Le denunce sull'urbanistica di Insieme per Pavia – continua Giovannetti – chiamano in causa imprenditori che si trovano con cantieri sequestrati, lavoratori senza più lavoro, tecnici accusati di cambiare destinazione urbanistica ai terreni, politici». Ma l'editore non indica nessuno: «Abbiamo toccato nervi scoperti dell'affarismo cittadino – conclude – Siamo d'intralcio perché portiamo avanti il problema del rispetto delle regole. Un buon modo per darci solidarietà da parte di partiti e istituzioni sarebbe riconsiderare certe abitudini».