Lo sleddog spiegato da un campione
BORGO PRIOLO Dopo aver vinto un campionato europeo di sleddog nel 1998, una coppa Europa lo stesso anno e il campionato italiano nel 2005, Elvezio Pesci ha abbandonato le gare ma oggi, a 50 anni, è tra i più quotati istruttori italiani dello sport delle slitte trascinate dai "siberian husky": «Una disciplina sportiva – spiega l'oltrepadano di Borgo Priolo, professione agente di commercio – che permette come poche altre di immergersi nella natura. Nei fine settimana invernali mi trasferisco a Sestriere, dove insegno nella scuola di Luca Chiarelli, un bravissimo musher (il conducente di una muta di cani da slitta, ndr). Chi si innamora dello sleddog non smette facilmente. Perché ti permette di interagire profondamente con la natura, di stare a contatto con essa. Il rapporto con i cani è qualcosa di difficilmente descrivibile, d'altronde si vince e si perde insieme a loro». Lo sleddog non è uno sport esclusivamente invernale: esistono infatti slitte speciali con le ruote che consentono di uscire anche in assenza di neve. E' però evidente che la stagione d'elezione è l'inverno. «Al Sestriere – prosegue Pesci che ha ancora due femmine di husky, Cora e Vicky – è stato attrezzato uno spazio per la scuola di sleddog. Chi ha provato ad uscire con le slitte tirate dai cani, nella magnificenza dei paesaggi montani, sa quali emozioni si provano. Il rapporto con gli husky, grazie a questo sport, può diventare simbiotico: sono cani particolarissimi, in cui forte è l'impronta del lupo. Due cani sono pochi per trainare una slitta, ora con Cori e Vicky faccio dog-trekking». (p.a.v.)