Il nipote al nonno: «Lo posso picchiare?»

SARZANA Una banda sgangherata, improvvisata, senza capacità logistiche e proprio per questo molto pericolosa, più di quanto non possa esserlo un gruppo di sequestratori professionisti. Pierluigi Destri, 70 anni, capobanda, ideatore del sequestro Calevo, ha seminato tracce come nella favola di Pollicino, aiutato dal nipote Davide Bandoni, 23 anni, che ama mostrarsi sui social network con la cresta, il bomber di pelle nera e gli occhiali con la montatura verde, la sigaretta tra le labbra mentre brandisce un'ascia da boscaiolo in posa plastica. Uno sbandato, dice chi lo conosce bene, con una famiglia distrutta alle spalle, ex tossicodipendente, un bulletto che chiede al nonno, mentre Andrea Calevo sta in catene nel seminterrato «Nonno, lo posso picchiare?». E il nonno: «Non ora». Gli altri fermati sono due albanesi, operai incensurati: Fabjon Vila e Simon Halilai hanno più tatuaggi in corpo che spirito di sana iniziativa. Operai edili, erano nella cerchia di «conoscenze» di Destri. Manovalanza abbagliata dalla possibilità di avere soldi facili. Pierluigi Destri, pregiudicato per abuso edilizio e danneggiamenti è stato condannato a 2 anni e 4 mesi in Appello per aver chiesto il pizzo al nuovo proprietario della sua ex struttura balneare di Bocca di Magra «Baia dell'angelo». È sospettato di aver fornito il supporto "logistico" a una banda di rapinatori di banche e nel suo passato c'è anche l'ombra della scomparsa di un operaio marocchino che aveva lavorato per lui e al quale avrebbe dovuto circa 9 mila euro tra arretrati e liquidazione. L'operaio è scomparso il 29 settembre 2009 e sua moglie ha sempre accusato Destri di aver mentito sulla sua scomparsa. «Lui sa sicuramente dove è finito mio marito». Destri, secondo la donna aveva un appuntamento con il marocchino alle 4 del mattino in via Gori. Ma l'imprenditore ha negato sempre. È stato Destri a stabilire il primo contatto con i Calevo. È stato incastrato non solo dalla presenza del suo cellulare a Pisa, vicino alla cabina telefonica usata per telefonare il 17 dicembre ai Calevo ma anche dalla voce . Gli investigatori infatti, registrata la telefonata in cui un uomo diceva: «sei sua sorella? Prepara i soldi», hanno comparato quella voce con una registrazione effettuata in tribunale durante un procedimento penale in cui era imputato proprio Destri. Con esito positivo.