Farmacie, una non sarà venduta

di Denis Artioli wVIGEVANO Una soluzione per vendere le farmacie comunali tutelando anche le tredici dipendenti. Il sindaco Andrea Sala ritiene che sia possibile, nel momento in cui sarà ceduta l'area del parco Longo (Brughiera). Sala è convinto che la vendita del terreno sarà portata a termine nelle prossime settimane, con la società Stang, come ha dichiarato nell'intervista di fine 2012 alla Provincia Pavese. «A quel punto – afferma il sindaco – potremmo pensare anche di non vendere tutte e tre le farmacie, ma di tenerne una. Quale, ancora, non sappiamo, dipende dalle valutazioni che prepareranno i consulenti». Quindi, afferma il sindaco, tenendo ancora una farmacia «si potranno valutare con i sindacati soluzioni per il resto del personale. Una parte delle dipendenti delle farmacie che saranno vendute potrà essere impiegato sulla farmacia che resterà all'Azienda speciale multiservizi. Per chi è disponibile anche a fare altro, si potrà valutare un ruolo amministrativo o ancora farmaceutico nella multiservizi cui fa capo l'istituto per anziani De Rodolfi, dove c'è un'attività di acquisto e somministrazione dei medicinali». Dopo due aste andate deserte per la vendita delle tre farmacie (prima in blocco poi separatamente) e la decisione del Comune di cederle senza garanzie per le dipendenti (un accordo ne prevede l'assunzione per tre anni anche da parte del nuovo acquirente) potrebbe essere questa, secondo il sindaco, la strada percorribile: «Può essere un punto d'incontro, che consente al Comune di vendere una parte delle farmacie e che prevede per le dipendenti una tutela diversa dall'obbligo di assunzione per tre anni da parte del compratore». Le tredici dipendenti, all'inizio di dicembre, avevano promosso anche una petizione contro la vendita delle farmacie comunali e contro l'eliminazione della clausola di garanzia. In pochi giorni hanno firmato più di 2mila clienti. «Noi siamo contrarie alla vendita delle farmacie perché sono un patrimonio del Comune e della città, con bilanci positivi, e una volta che saranno cedute saranno perse per sempre – avevano spiegato le farmaciste –. Inoltre, l'ipotesi di vendita senza tutele per noi va contro le normative vigenti, che prevedono, in caso di cessione a terzi, la tutela del personale e il diritto di prelazione per i dipendenti». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA