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di Paolo Carletti wROMA Finite le cortesie, è l'ora dello scontro tra Bersani e Monti. Il segretario del Pd – ieri raggiante per i risultati delle primarie e anche per l'affluenza che ha superato il milione – lo dice senza fronzoli: «Non mi aspettavo uno scenario simile, Monti deve dirci con chi sta, quali scelte intende fare. Non basta un'agenda e un simbolo» ha detto in un'intervista a Repubblica, parlando anche di «caduta di stile» e del «vulnus di certi comportamenti». Concetti su cui è tornato ieri al seggio della sua città, Piacenza, dove si è recato a votare. Ribadendo gli «ottimi rapporti con Monti, ma adesso è in politica e davanti agli elettori ci vuole chiarezza». Considerazioni che provocano la reazione di Casini, principale alleato del professore alle prossime elezioni, soprattutto quando Bersani attacca su Bondi: «Ho molta stima e rispetto per Bondi, ma sta facendo un altro mestiere, non può farne un altro». Bondi è infatti il commissario «tagliaspese» del governo, e allo stesso tempo è stato reclutato da Monti nella sua pattuglia di governo per passare al setaccio le candidature. «Occorre distinguere tra politica e istituzioni». Casini parte al contrattacco: «Quando Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, si candida con il Pd risponde a un imperativo morale. Quando Enrico Bondi accetta di contribuire a un lavoro di accertamento sulla trasparenza delle candidature commette un vulnus istituzionale. Questa doppia morale non mi convince e mi induce a più amare riflessioni: il Pd non vuole un'area centrista perché preferisce il vecchio ed eterno scontro con Berlusconi, diventato avversario di comodo». Ma dal Pd non ci stanno: «Casini fa confusione, la differenza tra Bondi e Grasso è che quest'ultimo si è dimesso dalla magistratura, il dottor Bondi invece rimane consulente del governo». Prime scintille insomma, in attesa dei fuochi di artificio. Polemiche a parte, giornata intensa per Partito democratico e Sinistra ecologia e libertà impegnati nelle primarie. Bersani ieri ha annunciato la candidatura dell'editorialista del Corriere della Sera Massimo Mucchetti: «La sua competenza e indipendenza - ha commentato Bersani ringraziando il giornalista – rafforzano la nostra iniziativa sui temi cruciali dell'economia reale». Affluenza in calo rispetto alle primarie per la leadership del centrosinistra, ma comunque alta sopra il milione di votanti, e dalle urne esclusi eccellenti, conferme, e tante facce nuove soprattutto di donne. Ieri seggi aperti fino alle 21 in Veneto, Trentino, Friuli, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Tra gli esclusi il renziano Giorgio Gori a Bergamo, arrivato solo quarto, che ha polemizzato prendendosela anche con il sindaco di Firenze: «Il quinto posto non garantisce un posizionamento blindato per il Parlamento né prelude la possibilità di essere eletti» ha commentato. Poi ha aggiunto: «Con la sfida di Renzi il Pd era riuscito ad avvicinare a sé un'ampia fetta di elettorato nuovo e oggi, complice anche il silenzio del sindaco di Firenze, molti hanno messo da parte l'idea di votare il nostro partito, guardano altrove, rischiamo di perdere parecchi elettori». La sua è stata un bella battaglia – ha replicato Renzi che si dice soddisfatto della scelta delle 'parlamentarie' - capisco l'amarezza, ma spero che possa entrare in Parlamento». Se molti candidati renziani sono passati quasi tutti sul filo del rasoio, sono tantissimi i giovani che hanno sbancato. Come la 31enne Miriam Cominelli a Brescia, il consigliere regionale Giuseppe Civati a Monza, oppure la 30enne Lia Quartapelle che a Milano è finita dietro di 200 voti all'ex ministro Barbara Pollastrini. A Lecco la 27enne Veronica Tentori, a Como la 33enne Chiara Braga. Poi c'è la conferma di Rosy Bindi a Reggio Calabria, di Cesare Damiano a Torino. A Napoli vincono Antonio Amato ed Enzo Cuomo. Nel salernitano spicca il nome di Angelica Saggese, 40 anni, che ha incassato 9mila voti ed è stata elogiata con una telefonata da Bersani. Ma sono moltissimi i giovani tra i 30 e i 40 anni che potranno candidarsi alle politiche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA