Maxi-vincita negata, fa causa alla Snai

di Roberto Lodigiani e Carlo Gobbi wVOGHERA «Lo schermo della Videolottery si è acceso come se fosse un albero di Natale e quando è apparsa la cifra della vincita non volevo credere ai miei occhi». Accadeva il 16 aprile: quel giorno Antonio Galli, 51enne vogherese originario dell'umbra Città della Pieve, era convinto di essere diventato ricco, dopo il colpaccio da 988mila euro messo a segno al Punto Snai di viale Montebello. Ma a distanza di oltre otto mesi, non ha incassato neppure un soldo. Tanto che, stufo di attendere, ha fatto causa alla Snai, la società concessionaria dello Stato per giochi e scommesse. La prima udienza per la comparizione delle parti davanti al Tribunale civile di Voghera è già stata fissata per il prossimo 16 gennaio. Galli è assistito in giudizio dall'avvocato Antonello Accolla. «Voglio semplicemente che mi sia pagato quanto mi spetta – si sfoga sventolando il cedolino che comprova la supervincita – Io non sono un giocatore abituale, faccio delle puntate sporadiche con piccole cifre, mi è capitato il colpo che può cambiarmi la vita e non esiste ragione al mondo che mi possa negare questo sacrosanto diritto». L'uomo non è solo nella sua battaglia. Nella sua stessa situazione, di neo-milionari (o quasi) baciati dalla fortuna quel benedetto-maledetto 16 aprile 2012, ma che ancora non hanno incassato il becco di un quattrino, ci sono molti altri frequentatori di sale Snai sparse in tutta Italia. Vittime di un gigantesco raggiro? Per la società con sede centrale a Lucca, le cose stanno in maniera ben diversa. Le numerose maxi-vincite realizzate quel giorno sarebbero anomale, a causa di un black out al «cervellone» Snai - forse provocato da un pirata informatico - che ha mandato in tilt il sistema. Così, mentre il colpaccio con il Jackpot viene centrato in media un'unica volta ogni trenta-quarantacinque giorni, il 16 aprile non solo è stato ottenuto ripetutamente, ma anche per cifre notevolmente superiori alla soglia massima di mezzo milione di euro, addirittura fino a nove-dieci milioni. Somme da far saltare il banco. Tanto che Snai ha reagito denunciando immediatamente il grave guasto informatico, sospendendo le giocate con la Videolottery (blocco che dura tuttora in attesa che vengano definitivamente chiarite le cause del black out) e precisando che in ogni caso non sarebbero state pagate somme superiori al limite del mezzo milione. «Capiamo le proteste e le rimostranze dei clienti, che rappresentano una risorsa – spiega una fonte delle pubbliche relazioni Snai – ma siamo di fronte a un'anomalia eccezionale che non dipende dalla nostra volontà e dal normale andamento del gioco». Sull'altro piatto della bilancia, ci sono le ragioni di Antonio Galli e dei tanti altri giocatori del 16 aprile che si sentono beffati, un po' come le migliaia di vincitori della lotteria del Jim Carrey-Padreterno nel film "Una settimana da Dio". Ora la parola, nel caso del 51enne umbro-vogherese, sta per passare al giudice. ©RIPRODUZIONE RISERVATA