Ingroia in campo, attacco ai democratici
ROMA Ingroia appende la toga e si candida a palazzo Chigi contro Monti, Bersani e Berlusconi contemporaneamente, sotto il segno della «rivoluzione civile». È questa la novità nel panorama delle liste elettorali che si propongono allo scranno parlamentare. Il pm incaricato dall'Onu di rimettere in sesto la giustizia del Guatemala ha sciolto ieri la riserva in una conferenza stampa, assenti i leader dei partiti che lo sostengono: Paolo Ferrero di Prc, Antonio Di Pietro dell'Idv (che però fa sapere in tv che dà la sua benedizione all'operazione che definisce anti-Monti e anti-Pd), Angelo Bonelli dei Verdi e Oliviero Diliberto del Pdci. Grazie al noto magistrato sono tutti saliti su un tram che si chiama desiderio: tornare o restare in Parlamento sotto il segno di una coalizione di sinistra che mira a superare lo sbarramento del 4% alla Camera per ottenere una rappresentanza nelle istituzioni. Al Senato il successo è affare più complicato. «Siamo al fianco dei magistrati che hanno sollevato il conflitto di attribuzione sui provvedimenti del governo Monti sull'Ilva. Rivendichiamo la politica della passione e della coerenza che il Pd sembra aver smarrito. Siamo noi a rappresentare questa storia che Bersani non ha dimostrato di voler portare avanti. Lo abbiamo cercato, non certo perchè abbiamo bisogno di lui, e abbiamo ricevuto risposte stravaganti. Evidentemente si sente il Padreterno, mentre Falcone e Borsellino mi rispondevano al primo squillo. Bersani non vuole una politica antimafia nuova e rivoluzionaria che sarebbe in grado di eliminare la criminalità. Il suo silenzio è inequivoco, perchè non vuole eliminare mafia e corruzione». L'attacco al leader del Pd è stato frontale e dettato anche dalla sua decisione di escludere la lista Ingroia dalla sperata allenza elettorale. Lo sbarramento sarebbe sceso in questo caso al 2%, ma i dirigenti democratici non hanno concesso l'abbassamento dell'asticella ad un concorrente politico. «Candidiamo Ingroia alla presidenza del Consiglio perchè ha dimostrato di avere la schiena dritta davanti ai poteri forti collusi con la mafia». Con queste parole Antonio Di Pietro ha espresso il suo plauso al leader della nuova lista, nonostante il simbolo dell'Idv sia scomparso, come quello degli altri alleati, dal logo marcatamente ingroiano. Unanime il plauso delle altre componenti che sostengono la lista Ingroia.