Treni soppressi, esplode la rabbia dei pendolari

L'altra sera, chi lavora in stazione a Vigevano ha assistito al "deserto" ferroviario ed alla ressa per prendere un taxi. Al bar della stazione raccontano che dalle 17 e fino almeno alle 22 nessun treno è stato visto arrivare in stazione e che anche ieri, sabato, qualche treno è stato soppresso per malfunzionamenti ancora collegati all'incidente di venerdì. Sempre l'altra sera, sarebbero stati tantissimi i taxi in arrivo a Vigevano da Milano che avrebbero riportato a casa gruppi di pendolari costretti ad un costoso "car sharing" (condivisione della macchina), pur di non rientrare dopo ore aspettando i bus sostitutivi. di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Treni soppressi per ore, l'altra sera, fra Abbiategrasso e Mortara per un incidente a un passaggio a livello: riesplode la rabbia dei pendolari della Milano Porta Genova. Marco Artioli è salito a Milano sul treno per Mortara delle 17.53, il convoglio successivo a quello che si era scontrato con l'auto al passaggio a livello. «Un addetto ha comunicato ai passeggeri che il treno non avrebbe proseguito la sua corsa, e sarebbero stati disponibili dei bus sostitutivi». Che però un'ora dopo no erano ancora arrivati. «Allora ho chiamato il numero verde Trenord con il mio telefonino non hanno saputo darmi indicazioni precise». Solo alle 20.15 i viaggiatori sono potuti salire sul bus sostitutivi - dice ancora il pendolare vigevanese – Ma l'autista di quello che avevo io, per esempio, non sapeva ancora quale destinazione raggiungere. L'ho messo in contatto con Trenord passandogli un addetto stampa, sempre sul mio telefonino». Il bus è partito alle 20.45 e appunto Marco Artioli è arrivato a Vigevano alle 21.30. «In sintesi, ho avuto l'impressione di una carenza organizzativa nel gestire le emergenze da parte di Trenord e molta difficoltà di comunicazione». Un'altra pendolare vigevanese è arrivata a casa dopo le 22. «Alla fine da Milano Romolo abbiamo preso il pullman delle 20.20 per Abbiategrasso, dove ci siamo fatte venire a prendere. Con me c'era un'amica, avevamo chiamato Trenord per capire che cosa stava succedendo. Ci hanno detto che avrebbero predisposto dei mezzi sostituitivi, non ne abbiamo visti». Solo più tardi «è arrivata la comunicazione che la linea era ripristinata, ma solo fino ad Abbiategrasso. Sull'autobus eravamo tutti ammassati. Lo scandalo è che per molto tempo nessuno ha dato informazioni». La pendolare dice che viaggia da 20anni, «ma il problema è sempre lo stesso: nessuno ti dice niente». Stessa sorte per Federica Infantino, agente di viaggio a Milano. «Sono partita da Porta Genova alle 18.45 – dice – e sono entrata in casa a Vigevano alle 21.45. Quando sono arrivata in stazione a Milano, il monitor segnalava il treno delle 18.40 con un ritardo di 40 minuti. Non sapevo ancora quello che era successo, ho quindi pensato di aspettare. Sono salita sul treno, mi sono seduta. Gli altoparlanti hanno poi cominciato ad annunciare un ritardo sempre più "esteso". Eravamo quattro o cinque persone e abbiamo quindi pensato di spostarci a Romolo, dove purtroppo ci è partito sotto il naso l'unico treno per Albairate. Alle 20.20 è arrivato un autobus di linea che ha fatto tutto il giro dell'hinterland milanese per fare capolinea ad Abbiategrasso, dove sono venuti a prendermi i miei genitori». (ha collaborato S. Bovani)