Pd, il primo nome è Alan Ferrari
Ezio Stella, 52 anni (nella foto), sindaco di Casei Gerola ha bruciato al fotofinish i compagni di scuderia con 311 voti. E' lui, insieme a Elena Zotti, 46 anni, di Santa Maria della Versa, il più votato per la Camera dagli elettori di Sel. Al Senato invece le preferenze sono andate a Valeria Bevilacqua ( 309 preferenze),tra le fondatrici della del comitato contro l'autostrada Broni-Mortara e a Franco Osculati, assessore provinciale al Bilancio della Provincia che ha raccolto 303 voti personali. l Il debutto alle urne di Sel, in soli 4 seggi in tutta la provincia, ha raccolto 352 voti. Solo nella città di Pavia, si votava all'ex quartiere centro, si sono presentati 102 elettori. I calcoli nele prossime ore dovranno tenere conto delle posizioni e delle preferenze ottenute anche dagli altri candidati che si sono presentati nelle province di Lodi, Mantova e Cremona, competitor nella stessa circoscrizione in cui si trova Pavia, la "Lombardia 3". «Un buon risultato tenendo conto che non disponevano delle liste degli elettori di Vendola, sostente in provincia da 2500 elettori, e nemmeno di una macchina organizzativa rodata» commenta Alberto Ferrari. di Maria Grazia PIccaluga wPAVIA Alan Ferrari, in assoluto il più votato del Pd in provincia, si prepara a candidarsi a febbraio per la Camera coni suoi 2863 voti. Ha distanziato Chiara Scuvera che ha raccolto 2311 preferenze.Cristina Varesi e Angelo Zucchi si sono contesi fino a tarda sera il posto al Senato. Sul filo di lana, per 4 punti, che in Federazione hanno contato e ricontato. In tutto oltre 6519 i voti confluiti nelle urne allestite dal Pd per la quarta convocazione alle urne in un mese, in una data infelice tra Natale e Capodanno. Sotto i portici di piazza Vittoria - dove Pd e Sel hanno allestito due banchetti e due urne separate sotto lo stesso tetto perché, spiegano, «siamo conviventi in attesa di formalizzare il matrimonio - chi entra compila le schede e poi si ferma a chiaccherare. Un clima rilassato quello delle parlamentarie pavesi. Strette di mano, un caffè al bar, gli auguri per il 2013. Ci si conosce. In questa quarta chiamata al voto nell'arco di poche settimane gli elettori sono gli aficionados, i tesserati e quelli convinti. La stessa aria si respira anche nei quartieri. «Ho votato anche alle primarie per il segretario – dice Marco Valentinelli – Trovo sia giusto coinvolgere la base». «Più gente viene meglio è» conferma Katalin Petro, ungherese trapiantata a Pavia da più di 40 anni. Il marito la osserva mentre infila la scheda nell'urna di cartone. «Non posso votare, sono arrivato tardi la scorsa volta» dice. Una coppia da Giussago e una da Bornasco ottengono la deroga - in tempo reale via telefono - per votare a Pavia. Francesco Ciotta consulta l'elenco dei candidati. «Ma bisogna votare per forza le coppie?» chiede ai volontari del Pd. «Io ho votato già tre volte perché è un fatto positivo – dice – . Anche se, va detto, ci illudiamo di essere partecipi perché ci si sente coinvolti ma i nomi sono già prestabiliti». Sulla fretta con cui si è arrivati all'ennesima votazione più di un elettore si lascia scappare un commento. «Forse sarebbe stato utile qualche giorno in più per un dibattito e per aprire le candidature. Così sono liste chiuse» riflette anche Angelo Stella, storico della lingua all'Università di Pavia. Marco Missaglia, docente a Scienze Politiche, è accolto con calore. E' appena rientrato dalla Colombia, dove sta trascorrendo con moglie e figlia un anno sabbatico, in tempo per votare. «All'estero in questi giorni parlano dell'Italia con incredulità – dice – Non possono credere che Berlusconi possa essere tornato». C'è chi infila la scheda nell'urna di Sel e poi vota anche per il Pd. Doppio obolo, minimo 2 euro. Daniela Bonanni torna due volte in sede. «Un'alleanza con Monti? Assolutamente no – sbotta – Troppo facile prendere i soldi da chi lavora. E anche fare bella figura dopo uno come Berlusconi che ci ha fatto vergognare». «Speravo nel tre per due, alle terze primarie lo sconto – scherza Betta Carbone, che si presenta con marito e due figlie –. Le primarie vanno benissimo per segretario e regionali ma per queste elezioni penso che il Pd sia sufficientemente strutturato per propormi persone autorevoli. Solo un neo: è un peccato che non si possano votare due donne ma solo una. Non sta nel genere il valore di una persona». Monti? «Lo vedevo bene come ministro dell'Economia con Bersani». «Speriamo tolga voti al Pdl – commenta Francesco Ciotta –. In ogni caso è una persona con cui in prospettiva si può dialogare». Al banco di Sel però al nome di Monti storcono il naso. «Io invece trovo che abbia agito bene – dice Nevina Pala –. La gente è arrabbiata per l'Imu. Ma è stato costretto a metterlo. Non sarebbe accaduto se il suo predecessore non avesse tolto l'Ici».