Kovacsik: pronto a tornare in B

Ieri doppia seduta di allenamento per il Pavia calcio in una settimana corta tra il Natale e Capodanno. Oggi lavoro pomeridiano per gli azzurri, mentre domani lavoro doppio: al mattino in famiglia, nel pomeriggio amichevole con la Pergolettese (serie D girone B). In vista poi della trasferta di Salò si tornerà in campo mercoledì 2 gennaio dopo 48 ore di riposo. Per questa gara gli indisponibili rimangono gli infortunati Zanini, Scampini e Reato e lo squalificato Meza Colli. Per il resto mister Roselli (nella foto) può contare sul resto della rosa in attesa dell'apertura del mercato di gennaio. Oltre alla prima squadra azzurra anche le giovanili rimarranno ferme fino al week-end dell'Epifania. Sabato 5 gennaio trasferta dell'ultima d'andata per la Berretti di Marco Veronese sul terreno del Cuneo. Si è in attesa dell'ufficializzazione delle date dei recuperi per gli azzurrini. Recuperi già fissati per i Nazionali per la doppia sfida interna del Pavia con il Genoa: gli Allievi in campo al Mascherpa domenica 6 gennaio alle ore 15, mentre mercoledì 9 alla stessa ora e sullo stesso campo la sfida del campionato Giovanissimi. PAVIA Il Pavia è sempre più nelle mani di Adam Kovacsik, 21enne portiere ungherese arrivato la scorsa estate in prestito dalla Reggina. I numeri del suo girone d'andata parlano di 12 presenze e 11 gol subiti. «Sono sicuramente contento di questa prima parte di stagione del Pavia e anche mia – ammette il portiere ungherese –. Ho avuto un momento difficile quando ho accusato uno stiramento al retto femorale, apparentemente un piccolo fastidio che non mi consentiva, però, di calciare: sono stato fuori tre gare, e per la quarta a Cuneo sono andato in panchina. Poi mister Roselli mi ha visto bene in allenamento e mi ha trovato pronto per il rientro in campo e in una gara difficile come quella con il Lecce mi sono giocato bene le mie chance. Da quel momento nel ciclo di sfide difficili contro formazioni di vertice il Pavia è cresciuto molto e anch'io ho avuto la possibilità di far bene». Il numero uno azzurro ricorda anche le difficoltà iniziali. «Le due sconfitte con Feralpi e Sud Tirol ci avevano subito messo di fronte alle difficoltà di questa categoria – ricorda Kovacsik –. Per me è stato fondamentale il pareggio contro un quotato Lumezzane: da qui siamo riusciti a sbloccarci e a andare a vincere poi a San Marino». Mister Roselli ha schierato inizialmente una difesa a quattro, poi, nelle partite più difficili, ha coperto ulteriormente passando al 5-3-2: che cosa è cambiato per il portiere azzurro? «Nulla – taglia corto Kovacsik –. A Reggio Calabria dove sono arrivato quando avevo 15 anni ho iniziato a giocare nelle giovanili con una difesa a tre, poi mi è capitato di essere più o meno coperto, con quattro o addirittura cinque difensori». Lo scorso anno 11 partite in serie B alla Reggina, poi il passaggio a gennaio al Foligno dove ha collezionato altrettante presenze. «Scendere di categoria è stata una scelta perché volevo giocare con continuità e non rimanere a Reggio Calabria come dodicesimo – spiega il portiere ungherese –. Per cui giocare a Foligno in Prima divisione era un'opportunità come lo è stata la chiamata di quest'estate al Pavia. Sono giovane ho bisogno in questo campionato di lavorare, crescere e migliorarmi per ritornare in serie B che è il mio obiettivo anche se oggi penso solo al Pavia». Originario di Budapest, ormai da sei anni vive in Italia: come si trova? «Benissimo – risponde Kovacsik –. Ma dell'Italia conosco poco. I primi anni ho vissuto solo a Reggio Calabria. Pavia è una piazza importante dal punto di vista professionale e anche di vita. Il giocare al Nord, vicino ad una grande città come Milano, mi ha portato a conoscere un'altra realtà dell'Italia, una mentalità diversa rispetto a quella che c'è a Reggio. Anche sotto questo profilo l'avventura in maglia azzurra – conclude il portiere del Pavia – è importante per la mia crescita anche come uomo». Enrico Venni