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VIGEVANO Diciassette lettere di licenziamento per gli ultimi diciassette dipendenti Artedil. Le raccomandate sono arrivate in questi giorni ed avranno effetto dal 1 gennaio 2013, quando terminerà la cassa integrazione in deroga. «L'Artedil – spiega Aleksander Ndoja, responsabile del settore edile per la Cgil a Vigevano e in Lomellina – è fallita il 17 aprile 2012. Intanto era già iniziata la trafila della cassa integrazione: prima ordinaria, poi straordinaria per concordato e quindi in deroga. Ora, purtroppo, non c'è più niente da fare ed ecco il motivo per cui hanno disposto i licenziamenti». Il documento di fallimento ufficiale di una delle più importanti imprese edili era stato infatti depositato al tribunale di Vigevano il 17 aprile e l'udienza si tenne l'11 ottobre. A Vigevano era già suonato l'allarme per gli acquirenti Artedil, quelle decine di famiglie che avevano deciso di comprare casa in una delle nuove strutture in fase di realizzazione, ma che di fatto sono state abbandonate lì come cattedrali nel deserto. Insieme ad Artedil fallì anche l'immobiliare Ursus, impresa partecipata al 50% da Artedil. «All'inizio i dipendenti Artedil – prosegue Ndoja – erano 35. Alcuni di loro sono riusciti ad andare in pensione, altri hanno trovato un altro posto di lavoro. Sono rimaste quindi 17 persone, divise tra impiegati e operai specializzati. Facendo due conti, molti di loro dovrebbero percepire ancora 10mila euro, senza contare la liquidazione dato che in molti lavoravano per l'azienda da più di 30anni. Purtroppo, con la riforma Fornero, per loro sarà difficile andare in pensione. L'unica soluzione sarà quella di presentarsi al centro per l'impiego di Vigevano, a partire dal 2 gennaio, di dichiarare lo stato di disoccupazione chiedere così il sussidio che potrà essere di 800 o 1000 euro al mese. Ovviamente non sarà per sempre: per le persone che hanno meno di 50 anni il sussidio sarà corrisposto per 8 mesi, per chi ha più di 50 anni le mensilità saliranno a 12». La situazione è drammatica: dal 2007 al 2012 in provincia di Pavia si sono dimezzati i posti di lavoro, da quasi 9mila a 4865. (s.bo.)