Santa Giuletta, in casa il bottino di otto furti
di Paolo Fizzarotti wSANTA GIULETTA Più che un furto, sembrava un trasloco: stavano per portargli via anche la lavatrice. Poi però i carabinieri di Santa Giuletta sono intervenuti e hanno bloccato il ladro: che aveva in casa non solo la refurtiva di questo colpo ma anche oggetti provenienti da altri sette furti tutti compiuti nelle ultime settimane a Santa Giuletta. A finire nei guai è stato Hamed Boassim, un marocchino di 39 anni residente nelle case popolari di Santa Giuletta, in via Mario Pozzi. Il derubato si chiama invece Adil Murad ed è un altro nordafricano di 36 anni che abita in zona. Boassim non è stato colto sul fatto mentre rubava e ha negato di avere rubato alcunchè: i carabinieri lo hanno quindi denunciato per il reato di ricettazione. Tutto lascia pensare che durante i furti Boassim abbia avuto un complice: ora i carabinieri stanno cercandolo. Adil Murad all'inizio di dicembre torna in Marocco per fare visita ad alcuni parenti. Subito dopo le feste di Natale il nordafricano torna a casa, a Santa Giuletta, e trova la devastazione: i ladri gli hanno rubato quasi tutto quello che c'era nei cassetti e anche buona parte dell'arredamento. La quantità di roba sparita induce a pensare che la banda abbia fatto anche più di un viaggio: un colpo «a rate», quindi. Il derubato chiama i carabinieri di Santa Giuletta, che intervengono per un sopralluogo. I militari scoprono che il ladro la prima volta è entrato da una finestra della camera da letto, che è stata scassinata. Nei sopralluoghi successivi, il malintenzionato è passato dalla porta di ingresso, che ha chiuso provvisoriamente con uno spago. Nell'appartamento sono spariti un computer, un tappeto, svariati orologi, scarpe, tutti i capi di abbigliamento e la biancheria della casa; suppellettili da cucina, generi alimentari. Gli hanno rubato anche una teiera d'argento. La lavatrice e il frigorifero sono stati spostati dalla loro sede originaria: segno che il ladro voleva portarsi via anche quelli nell'ultimo furto. Non si sa come (forse dalle impronte digitali rilevate nell'appartamento) i carabinieri di Santa Giuletta riescono a risalire all'identità di Hamed Boassim. I militari chiedono alla procura di Voghera un mandato di perquisizione, che viene concesso dal Pm. Il giorno dopo i militari si recano nella casa di via Mario Pozzi in cui vive Boassim e si trovano davanti a una specie di caverna di «Alì Babà e i 40 ladroni». In casa c'è ancora tutta la refurtiva sottratta ad Adil Murad, ma anche molta altra roba di provenienza sospetta: altri computer, altri orologi e capi di abbigliamento. In tutto un valore di molte migliaia di euro. I militari confrontano gli oggetti con quelli riportati nelle denunce per furto e scoprono che si tratta di refurtiva proveniente da altri sette colpi compiuti a Santa Giuletta. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA