Rubano documenti e pc dall'auto del consigliere
di Anna Ghezzi wPAVIA Rubata la valigetta con il computer portatile e i verbali di tre anni di lavori della commissione antimafia al consigliere comunale del Partito democratico Davide Ottini. I ladri hanno forzato la portiera della sua Fiat Punto nera nel parcheggio tra il centro commerciale Bennet e la multisala Movie Planet di San Martino tra le 18 e le 19 dell'altra sera. La borsa della palestra? I ladri non l'hanno nemmeno toccata. Si sono portati via solo la valigetta con all'interno un vecchio portatile Toshiba e le chiavette con i dati del lavoro del consigliere. «Ho parcheggiato e ho spostato la valigetta 24 ore nel bagagliaio, nascosta, prima di andare a fare la spesa _ racconta il consigliere _ ma probabilmente qualcuno ha visto e ha pensato fosse qualcosa di prezioso». Quando è tornato alla macchina ha trovato la portiera del lato passeggero forzato, e la valigetta non c'era più. »Dentro c'era il computer portatile _ spiega Ottini _. Di solito non lo porto mai in giro ma il computer dell'ufficio è in manutenzione e dunque avevo il mio. Nella valigetta c'erano gli atti del consiglio comunale, i documenti, le normative, le pratiche di dieci anni di lavoro al patronato Cgil, ma soprattutto i verbali di tre anni di commissione antimafia, documenti secretati che i componenti della commissione avevano in copia digitale. Sulla chiavetta, oltre ai protocolli sulla legalità degli appalti e quello antiusura, c'erano anche i resocontidelle audizioni di associazioni, imprenditori, sindacati, cittadini che sono venuti a riferire. Dichiarazioni supportate da atti e documenti, dati, materiale riservato». Ottini, che ha sporto denuncia ai carabinieri di San Martino ha subito avvisato il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, che ha avvisato il prefetto Peg Strano e il colonnello provinciale dei carabinieri Ernesto Di Gregorio. Nella chiavetta scomparsa, tuttavia, non c'è nulkla che potrebbe interessare direttamente l'autorità giudiziaria, segnalazioni precise: quelle segnalazioni vengono riportate direttamente in procura e in prefettura. «Escludo che ci sia dietro qualcosa di politico come nel caso di Giovannetti o Maurici – afferma Ottini riferendosi alle croci nere sullo studio dell'avvocato e al furto a casa dell'attivista, fotografo e blogger – anche le forze dell'ordine hanno detto che le modalità e il luogo del furto fanno pensare più a un fatto di microcriminalità, anche in virtù del fatto che nella zona sono stati segnalati diversi furti, dalle autoradio alla spesa sui sedili». Diverso sarebbe stato se il furto fosse avvenuto nei pressi ella casa o dell'ufficio del consigliere. anna_ghezzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA