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PAVIA Natale di solidarietà e festa nella cripta della basilica di San Michele dove, per il secondo anno, la comunità di sant'Egidio pavese ha organizzato un pranzo in grande stile anche per chi non avrebbe potuto festeggiare. Ai tavoli imbanditi e decorati dai volontari erano sedute novanta persone, tra cui molti senzatetto e alcune famiglie dei bambini che frequentano la Scuola della Pace del Crosione, un mix di età, provenienze in cui l'anziano italiano aveva accanto uomini e donne di Ecuador, Senegal, Tunisia, Marocco, Romania. L'assessore provinciale alla cooperazione internazionale Francesco Brendolise è passato a salutare, il vescovo Giovanni Giudici, invece, ha preso parte al pranzo fino alla fine, fermandosi a chiaccherare con gli ospiti che si sono detti onorati della sua presenza. Il pranzo è stato preparato da trenta volontari che hanno curato gli allestimenti, la preparazione dei piatti, e il servizio ai tavoli. Alla fine del pranzo ad ogni invitato è stato consegnato un regalo personalizzato con il nome scritto sul pacchetto: «Un piccolo gesto di attenzione reso possibile dalla generosità dei commercianti pavesi, che nelle scorse settimane hanno donato tanti oggetti regalo alla Comunità di Sant'Egidio – spiega Giorgio Musso – Il supermercato Carrefour di Piazza della Vittoria e la parrocchia di San Pietro in Verzolo ci hanno aiutato nella raccolta degli alimenti. E' stato poi grande l'aiuto di tanti pavesi, che donando un'offerta, un regalo, una bottiglia di spumante, hanno contribuito a rendere la nostra festa possibile». Maria Benotti, responsabile della Comunità di Sant'Egidio di Pavia ha ricordato i trent'anni del pranzo di Natale della Comunità, che l'anno scorso ha accolto più di 150mila persone in 72 Paesi: «Come vediamo nel presepe, a Natale ricordiamo la nascita di Gesù, ma anche la non accoglienza degli uomini. Per quella famiglia e il suo neonato, infatti, non ci fu posto in nessun albergo di Betlemme, come si legge nei Vangeli. Noi vogliamo che alla nostra tavola, come in una vera famiglia, ci sia posto per tutti, e oggi nessuno è escluso». (a.gh.)