«Favorì il boss», Fronterrè sotto torchio

di Maria Fiore wPAVIA «Non ho mai agito per favorire la camorra. E Setola era stato visitato anche in altre strutture e da altri medici, che erano arrivati a conclusioni analoghe a quelle della mia perizia. Il denaro? Gli unici soldi presi sono stati quelli della parcella». L'oculista ed ex primario della Maugeri Aldo Fronterrè, in carcere con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, si è difeso così davanti al giudice Erminio Rizzi, che lo ha interrogato lunedì pomeriggio. Due ore di domande e risposte, a cui il medico, affiancato dall'avvocato Fabrizio Gnocchi, ha deciso di non sottrarsi. Fronterrè, che ha trascorso il Natale nella cella dell'infermeria del carcere di Torre del Gallo per problemi di salute, non ci sta a passare per un favoreggiatore della mafia. Il verbale dell'interrogatorio è top secret, ma secondo indiscrezioni il medico si sarebbe soffermato soprattutto sulla perizia che, secondo la Dda di Napoli, sarebbe stata falsata per forzare la patologia agli occhi di cui soffriva il boss dei casalesi Giuseppe Setola. Una malattia che si sarebbe aggravata dopo il ferimento causato da una scheggia. Ma, secondo i magistrati, non al punto da provocargli un abbassamento della capacità visiva di un ventesimo rispetto a una personale normale, come certificato dal medico nella perizia. E' possibile che Setola abbia simulato la sua quasi cecità, come lo stesso Fronterrè aveva ammesso durante la sua deposizione al processo in Corte d'Assise il cui boss era imputato di omicidio? In altre parole, è plausibile che il medico possa essere stato ingannato? Su questo interrogativo si gioca il braccio di ferro tra accusa e difesa. I magistrati della Dda di Napoli, che hanno chiesto e ottenuto l'arresto del medico pavese, non hanno dubbi: l'oculista si sarebbe messo a disposizione del boss, sia certificando la sua incompatibilità con il regime carcerario del 41 bis con la perizia del 14 febbraio 2007, sia attraverso suggerimenti sul comportamento da tenere nel corso dei vari esami diagnostici, per falsarne gli esiti. Certo è che proprio dopo quella perizia, e la conseguente concessione degli arresti domiciliari a Pavia, Setola riuscì a evadere e a compiere una serie di omicidi, tra cui l'assassinio dei sei immigrati a Castel Volturno. L'avvocato Gnocchi non commenta e non anticipa nulla della strategia difensiva. Si sa, però, che proprio in sede di convalida dell'arresto e dell'interrogatorio è stata presentata la richiesta di scarcerazione del medico. Nelle prossime ore dovrebbe arrivare la decisione del gip, che è vincolata al parere dei pubblici ministeri napoletani. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA