Maire Tecnimont cede la centrale

OLEVANO La centrale elettrica della Maire Tecnimont è stata messa in vendita. Il consiglio d'amministrazione della società di impiantistica e ingegneria, nata dalla fusione di Fiat Engineering e Tecnimont, ha approvato l'aggiornamento del progetto di riorganizzazione finanziaria: in una nota, si legge che è previsto «un piano di dismissioni di asset non più strategici per il gruppo nel periodo 2013-2014 per un ammontare previsto pari a circa 300 milioni». All'interno di questo piano è inserita la cessione della centrale alimentata a legno di pioppo, cioè legno sminuzzato a scaglie: un investimento da 75 milioni di euro, che è stato avviato nella primavera 2009 e conclusosi solamente tre mesi fa sotto il controllo della BiOlevano srl, che fa capo a Maire. L'impianto che sorge lungo la provinciale per Castello d'Agogna ha una potenza di 17,5 megawatt elettrici, equivalenti a 60 termici. Per il momento non ci sarebbero acquirenti. La società ha comunicato che procedono «le attività relative al progetto di riorganizzazione finanziaria e, in particolare, le trattative con gli istituti bancari, volte al riallineamento del debito alle esigenze di pianificazione industriale». Infine, proseguono le attività di preparazione dell'aumento di capitale: a un partner industriale strategico sarà riservata una quota fino al 10%. La società, da ultimo, sta lavorando per «concludere il processo entro il primo trimestre del 2013». Umberto De Agostino