I giovani e le bocce Stradella ci crede e punta sulle scuole

di Pier Angelo Vincenzi wSTRADELLA Il bocciodromo di via Depretis è un centro di aggregazione per adulti e giovani. E in una nebbiosa serata di dicembre può capitare di vedere un gruppo di ragazzi intenti a giocare a bocce: scena tutt'altro che frequente nei bocciodromi delle provincia. Lorenzo Paganin è il presidente della "Stradellina", la società bocciofila che ha sede in via Depretis al quale si appoggiano nel periodo invernale anche il "Gruppo Bocciofilo Nuova Bronese" e la "As Bronese", visto che la struttura di Broni è all'aperto. «Il movimento è vivo – spiega Paganin – ma anche qui si fatica ad avvicinare i giovani». Paganin è un presidente giovane, almeno per gli standard del movimento boccistico. «Giocavo da bambino – racconta il 35enne elettricista – poi ho smesso per 17 anni. Quando mi sono rimesso a frequentare il bocciodromo ho deciso anche di dare una mano al movimento. Bisogna lottare contro i pregiudizi, contro l'idea che questa sia un passatempo per anziani. D'altronde sa come lo chiamavano questo sport? Il gioco del mezzo litro. Un chiaro riferimento alle osterie, a un mondo quindi lontanissimo dai giovani». Simona Pastori gestisce, insieme al marito, il bocciodromo di Stradella: «Siamo qui dal 1995, in questi ultimi anni è diventato più difficile organizzare le gare: pochi sponsor, pochi quattrini. A marzo partiremo con un progetto che vede il coinvolgimento del bocciodromo e delle scuole medie. L'invecchiamento di questo sport si può contrastare solo così». Il futuro sarà assicurato dalle nuove genarazioni, dai giovani giocatori. Come Mattia Guarnaschelli, 9 anni, agonista della Stradellina, figlio dei gestori del bocciodromo di via Depretis: «Il mio sogno – dice il ragazzino in categoria Esordienti – è diventare un giocatore di serie A». E' un agonista della Stradellina anche il fratello Andrea, che di anni ne ha 13, categoria Ragazzi: «Cosa mi piace di questo sport? Il fatto che non bastino soltanto la forza e la tecnica. Ci vuole logica. Molti giocatori non hanno fantasia, fanno sempre le stesse giocate. Il giocatore di qualità, invece, sa che cambiando la giocata può cambiare la partita». Luca De Filippi è il più grandicello dei tre con i suoi 15 anni. «Gioco a bocce innanzi tutto per divertirmi – dice l'Allievo della Stradellina –. Vengo da una famiglia di giocatori, per me quindi è stato naturale avvicinarmi». Luciano Roccato, 54 anni, è un agonista della Nuova Bronese. «Mi sono rimesso a giocare dopo un lungo periodo di stop, per questo sono in B. Ma conto di tornare in A nel 2013». «Qui durante l'inverno abbiamo – spiega Claudio Trussi, vice presidente del comitato di Voghera – un centinaio di agonisti, tra Stradellina (44 tesserati), Nuova Bronese (30) e As Bronese (20)».