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TORTONA «Una bolletta da pagare può diventare un dramma. Povertà in aumento nella nostra diocesi, il Natale è la sfida del donare» Da oltre 15 anni monsignor Martino Canessa è vescovo di Tortona e attraverso l'osservatorio delle strutture diocesane ha un polso concreto delle difficoltà che sempre più persone e famiglie incontrano, soprattutto legate alla crisi economica. Famiglia e solidarietà: sono i due capisaldi fondamentali a cui il vescovo Martino Canessa fa riferimento nel suo augurio ai fedeli della diocesi di Tortona. «Occorre tenere presente questi due elementi, famiglia e solidarietà. Rappresentano perfettamente i due versanti dello spirito del Natale, sia nel versante individuale e del prossimo che in quello religioso. Il primo perchè in occasione del Natale si celebra il momento più legato al calore dei propri cari ed è un momento di condivisione e di gioia. Il secondo perchè è anche un momento in cui occorre ricordare l'importanza di sapere fare del bene al prossimo. Non è solo attraverso le istituzioni che si può offrire qualcosa, la carità incomincia ogni giorno dal nostro atteggiamento. Il Figlio di Dio si è è entrato nella nostra storia per darci una mano». Il vescovo affronta il nodo più duro della recessione: «Si avverte che ci sono sempre più casi di indigenza. In particolare il pagamento delle bollette è drammatico. Famiglie che fino a ieri potevano affrontare con dignità questo pagamento, ora sono in difficoltà. Sta aumentando anche il numero dei senza fissa dimora. La disoccupazione è un grave problema soprattutto per i giovani. In più notiamo che alle nostre strutture diocesane si rivolgono sempre più persone di cittadinanza italiana. Se in passato erano soprattutto stranieri in difficoltà, anche perché quando una persona lascia il proprio paese viene da una situazione personale o sociale di difficoltà quando non di dramma, ora sono anche le famiglie e le persone italiane a chiedere materialmente aiuto». Il volontariato in questi casi è una risorsa in crescita: «Il volontariato è la grande luce che Tortona e la nostra diocesi possiedono. Oltre a quanto può fare la diocesi con le sue strutture, dalle Vincenziane alla Caritas, il banco alimentare, la casa di accoglienza, le parrocchie. Abbiamo duedormitori, uno a Tortona e uno a Voghera, la disponibilità a fornire qualche pasto a Novi Ligure Voghera, lo sportello di ascolto, abbiamo messo a disposizione luoghi di preghiera per altre confessioni, a cominciare dagli ortodossi, la creazione di un servizio di microcredito, in collaborazione con la Fondazione Cr Tortona, a breve uno sportello medico a Tortona per aiutare anche chi non rientra nel sistema sanitario nazionale. Cerchiamo di fornire il supporto possibile e alleviare il disagio e le difficoltà». Stefano Brocchetti