Dorno, nel 2013 aumenta l'Irpef

DORNO Alle prese con i minori trasferimenti statali e i vincoli del patto di stabilità, il Comune ha deciso di aumentare l'Irpef 2013 di due punti percentuali. L'anno prossimo l'aliquota sarà portata allo 0,6% dallo 0,4 del 2012. «Se avessimo potuto evitarlo lo avremmo fatto volentieri – ha detto il sindaco Dina Passerini – Meno di così non potevamo, non ci è rimasto altro da tagliare. L'alternativa era quella di eliminare i servizi oppure smettere di pagare i fornitori, come succede altrove». Di Irpef, Imu e Tares, con tutte le novità che si attendono dalla Finanziaria approvata l'altra sera, si è parlato nel corso del consiglio comunale convocato ieri mattina in municipio. Il rincaro Irpef è passato con dieci voti favorevoli e i quattro contrari dell'opposizione. In apertura di seduta la premessa è toccata al segretario comunale Ercole Magnani, che ha esordito facendo riferimento a «esigenze di quadratura del bilancio», data la «gravissima situazione in cui si trovano gli enti locali», per dire che «abbiamo dovuto applicare un incremento sull'aliquota Irpef, ma la vera batosta arriverà con la Tares». Dall'opposizione il consigliere Gianfranco Negri è intervenuto sottolineando la «situazione difficile che stanno vivendo tanti lavoratori». «Innegabile – è intervenuta Passerini – ma se avessimo deciso di non pagare i fornitori avremmo messo in difficoltà altre aziende e in bilico altri posti di lavoro». Una scelta dolorosa perché la coperta è sempre più corta: questo hanno ribadito dalla maggioranza, mentre il capogruppo di minoranza Giuseppe Invernizzi ha sollevato la questione di una migliore gestione delle risorse da attuarsi anche attraverso controlli sulla qualità del lavoro dei fornitori. In concreto, ha spiegato Invernizzi, «bisognerebbe verificare che i lavori affidati a ditte esterne siano fatti a regola d'arte, altrimenti succede che vengono rifatti due, tre, quattro volte e si spendono altri soldi per i ripristini. Un esempio? I tombini di via Passerini e via Secondo Bonacossa: quante volte ci abbiamo messo mano?». Quanto al resto, se le aliquote Imu portate in consiglio andranno riviste in base alla Finanziaria appena votata, la nuova tassa dei rifiuti (Tares) che scatterà da aprile in virtù della manovra Monti «andrà a gravare e non di poco sui cittadini e sulle attività, commerciali e artigianali che siano», ha sottolineato ancora Magnani. Sull'addizionale prevista per coprire i servizi e calcolata sulla base della superficie, Dorno ha scelto di applicare il minimo, quindi 30 centesimi a metro quadro, contro la soglia massima di 40. (si.bo.)