Rapinatore per giocare alle slot machine
di Adriano Agatti wPAVIA Rapinatore per disperazione. Omar Barneri, 20 anni di Pavia, aveva perso lo stipendio giocando alle slot machine e così ha rapinato il Compro oro di via Lombroso. La commessa l'ha riconosciuto perchè, qualche mese fa, era entrato per vendere alcuni braccialetti. E aveva lasciato la fotocopia della carta di identità. Gli agenti della mobile lo hanno fermato a casa e hanno recuperato il bottino, 2300 euro in contanti, e alcuni sacchetti contenenti oggetti d'oro appena depositati. Il magistrato gli ha concesso gli arresti domiciliari e domani dovrà essere interrogato dal magistrato. La rapina è stata messa a segno venerdì pomeriggio verso le 15. Dentro il Compro oro di via Lombroso c'era una commessa. Omar Barneri abita in viale Golgi, a poche centinaia di metri dal negozio. Lui conosceva già il posto ed è uscito di casa con un grosso coltello da cucina nascosto in una tasca dei pantaloni. Era disperato. E' entrato, con il volto semicoperto da una cuffia, e l'ha puntato contro la commessa. «Dammi soldi», ha ordinato. La donna non ha reagito e il rapinatore ha arraffato il denaro della cassa e alcuni sacchettini pieni di braccialetti appena depositati dai clienti. Poi è uscito e si è allontanato di corsa. L'allarme è scattato in pochi minuti e, sul posto, sono intervenuti gli agenti della squadra volante della questura e i colleghi della squadra mobile. I poliziotti hanno raccolto le prime informazioni e si sono messi alla caccia del rapinatore. Poi hanno sentito la donna. L'unica testimone della rapina ha detto che le sembrava di aver già visto quel giovane nonostante avesse il volto semicoperto. Si è ricordata di un cliente che, alcuni mesi fa, aveva depositato alcuni oggetti d'oro e ha sfogliato il registro. In pochi minuti Omar Barneri, che lavora per un'impresa di pulizie, è stato identificato. Nel registro c'era anche la fotocopia della carta di identità. I poliziotti si sono precipitati in viale Golgi, dove vive con i genitori, e lo hanno fermato. Nel portafoglio aveva ancora i 2300 euro in contanti rapinati. E nelle tasche c'erano i sacchettini pieni di oggetti d'oro. Il ragazzo è stato accompagnato in questura dove è stato interrogato. Ha ammesso di aver messo a segno la rapina e ha indicato il posto dove aveva gettato il coltello. I poliziotti lo hanno poi recuperato dentro ad un cassonetto dei rifiuti. Il dipendente dell'impresa di pulizie, che non aveva mai avuto problemi con la giustizia, ha ottenuto gli arresti domiciliari.