«I controlli sono ossessivi» La protesta dei cacciatori

BORGO PRIOLO «Non siamo deliquenti, siamo cittadini appassionati di sport venatorio». Con questa motivazione i componenti della squadra di cinghialisti «Papavero» di Borgo Priolo hanno scritto un lettera di protesta al presidente della Provincia, Daniele Bosone, e all'assessore alla pianificazione faunistica Alberto Lasagna. La lettera è firmata da Ampelio Bisterzo e Aldo Bisterzo, caposquadra e vice della «Papavero». Nella lettera i cacciatori ricostruiscono un episodio verificatosi il 15 dicembre a Costa Pelata di Fortunago. Una battuta di caccia al cinghiale era stata interrotta dall'arrivo di due auto della polizia provinciale. I cacciatori lamentano controlli esageratamente fiscali, quasi pretestuosi: «tanto che gli agenti hanno poi fatto un posto di blocco per controllare le cinture di sicurezza». Poi i cacciatori si erano spostati in un'altra località, a Ghiaie dei Risi di Borgo Priolo, ed erano stati controllati di nuovo. I cacciatori hanno annunciato ricorso contro i provvedimenti amministrativi presi dagli agenti nei loro confronti.