Sono 53 le deroghe del Pd per sindaci e parlamentari europei
Si è riunita oggi la commissione elettorale del Pd per esaminare le richieste di deroga alla candidatura alla primarie dei parlamentari europei, dei sindaci delle città superiori ai 5000 abitanti, dei presidenti dei municipi/circoscrizioni delle Città metropolitane, dei presidenti di Provincia e di Regione, degli assessori e dei consiglieri regionali in carica. Al termine dei lavoro sono state decise solo 53 deroghe per tutte le circoscrizioni elettorali italiane per la partecipazione alle primarie del 29 e 30 dicembre. È quanto si legge in un comunicato del pd. E ieri è stato dunque l'ultimo giorno di Walter Veltroni in Parlamento, al cui discorso il gruppo del Pd ha assistito in piedi. La direzione del Pd del Lazio ha interrotto l'intervento del segretario regionale Enrico Gasparra, per tributare allo stesso Veltroni e a Massimo D'Alema un lungo applauso. Altro volto noto del Pd che non ha chiesto deroghe («non faccio come la Bindi») è Paola Concia, la pasionaria dei diritti dei gay che molto lavoro ha svolto in questi anni ma ha rinunciato a ricandidarsi. Così come Antonio Saitta che intende portare avanti il suo mandato di presidente della Provincia di Torino. Il vicecapogruppo alla Camera del Pd, Alessandro Maran ha comunicato ieri che non prenderà parte alle primarie. Da Anna Finocchiaro e Rosy Bindi, che hanno usufruito della deroga, sono arrivati messaggi di soddisfazione per le candidature rispettivamente a Taranto, piazza molto impegnativa per la questione dell'Ilva, e a Reggio Calabria. Per entrambe si tratta di un segnale di forte impegno del partito nei confronti delle politiche per il Mezzogiorno.