Alga, nuova protesta per i licenziamenti «Ci negano il futuro»
di Roberto Lodigiani wMONTEBELLO DELLA BATTAGLIA «Negare la cassa integrazione straordinaria o i contratti di solidarietà a questi lavoratori, che non hanno altra colpa se non quella di aver sempre fatto il loro dovere e di aver creduto nell'azienda, equivale all'accanimento terapeutico». Usa parole durissime Carlo Bossi, segretario provinciale di Fiom-Cgil, contro Alga SpA, dopo il secco no dell'azienda al ricorso agli ammortizzatori sociali e la conferma dei 55 licenziamenti. Una posizione di netta chiusura, rispetto alle proposte alternative messe in campo per una gestone meno traumatica della vertenza, alla quale sindacato e assemblea di fabbrica hanno reagito con un nuovo presidio davanti ai cancelli, ieri mattina, e altre otto ore di sciopero, dopo le due di martedì e prima delle otto in programma oggi, ultimo giorno teorico di attività prima del lungo stop per Natale e Capodanno. Ma di festeggiare gli operai Alga hanno pochissima o nessuna voglia. E non potrebbe essere diversamente, tra licenziamenti annunciati e una situazione aziendale che appare sempre più critica. Però c'è anche tanta voglia di non arrendersi e di provarle tutte per difendere il posto, l'occupazione, e riappropriarsi di un futuro che ora appare in bilico. Bossi arringa il presidio lungo la Bressana-Salice, sotto una pioggia gelida e sottile, con un paio di bracieri accesi per difendersi dal freddo. «Ci attendono due tappe – spiega il sindacalista Fiom – quella del 26 gennaio, quando scadranno i sessanta giorni della procedura di mobilità, dopodichè potrebbero scattare i licenziamenti veri e propri, e il 18 febbraio, data dell'udienza già fissata al tribunale civile di Milano per l'esame della richiesta di concordato preventivo avanzata da Alga. Ma certezze non ce ne sono, al di là del no apparentemente inspiegabile della proprietà agli ammortizzatori sociali che garantirebbero a questi lavoratori un minimo di copertura salariale». Che fare in attesa delle prossime scadenze? «Tutto ciò che è in nostro potere per fare sì che l'azienda riveda le proprie decisioni e ritiri i licenziamenti, accettando la cassa integrazione o i contratti di solidarietà, che oltretutto sarebbero a costo zero per Alga. Siamo pronti a mobilitare le istituzioni per il sostegno a queste rivendicazioni sacrosante. Non si può che combattere fino a fondo quando in gioco ci sono il futuro di tante famiglie e di una fabbrica che, paradossalmente, pur avendo sempre avuto lavoro e mercato, sembra condannata alla chiusura». Alga SpA è specializzata nella produzione di giunti di dilatazione e altre componenti per grandi opere stradali e l'edilizia anti-sismica; dal 2007 fa capo per l'80% alla multinazionale francese Freyssinet. ©RIPRODUZIONE RISERVATA