Spread a 296, vicino alla "soglia Monti"
di Andrea Di Stefano wMILANO Nonostante la crisi di governo, lo spread tra Btp e Bund a dieci anni è sceso sotto il minimo toccato prima del ritiro della fiducia del Popolo della Libertà all'esecutivo, che ha poi spinto il premier Mario Monti ad annunciare le proprie dimissioni, e si è riportato ai minimi dal 21 marzo scorso e molto vicino alla soglia ideale indicata dal Premier di 287 punti. La vigilia sempre più pre-elettorale non ha influito in alcun modo sui mercati finanziari dove, invece, hanno avuto la meglio le notizie positive. «Ci sono acquisti su tutta la curva. Ci sono una serie di notizie positive che stanno spingendo gli hedge fund (i fondi più altamente speculativi) a buttarsi sui titoli di Stato dei Piigs», ha commentato un operatore finanziario della piazza milanese, che ha sottolineato che i volumi sono limitati, ma «non minimi rispetto alla media di questo periodo dell'anno». Il differenziale di rendimento, che martedì aveva chiuso a 304 punti base, è sceso fino a 292 chiudendo poi a quota 296, sotto il minimo segnato il 4 dicembre, due giorni prima dello strappo del Pdl che ha aperto, di fatto, la crisi. Si è così riportato ai minimi dal 21 marzo scorso, quando aveva segnato 283 punti base e questo nonostante Mario Monti non abbia chiarito ancora le intenzioni riguardo il proprio futuro e ci sia il rischio di allungamento dei tempi per l'approvazione della legge di Stabilità. «In questo momento il mercato è del tutto insensibile all'evoluzione della situazione politica italiana. Gli investitori sono a caccia di rendimenti, e ci sono alcune notizie che li stanno incentivando», aggiunge un banchiere, che cita la decisione della Banca centrale europea di riammettere i titoli greci nel novero degli asset consegnabili dalla banche per ottenere finanziamenti dalla Banca Centrale di Francoforte. Le indicazioni positive macroeconomiche arrivate ieri hanno dato aiuto a tutti i mercati finanziari: in Germania è salito l'Indice Ifo delle imprese mentre in Spagna gli ordinativi all'industria di ottobre hanno fatto segnare, a sorpresa, un +5,2%. Il dato tedesco, 102,4, é lievemente migliore delle attese degli analisti, che avevano pronosticato una lettura a quota 102 punti. Nel mese di ottobre gli ordinativi dell'industria spagnola sono saliti del 5,2% su base annua rispetto alla contrazione pari a -8,5% registrata nel mese precedente. Bene anche i report sui nodi più strettamente finanziari: l'agenzia Standard & Poor's ha tolto il rating di Atene dal default selettivo e lo ha rialzato di ben 8 gradini a «B-», sulla scia dell'erogazione dei 34 miliardi di fondi da parte dell'Europa e del successo del riacquisto dei sirtaki, i titoli pubblici ellenici anche nel portafoglio della stessa Bce che si è impegnata a reinvestire in mezzi finanziari a favore della Grecia. Non è un caso che l'altra agenzia di rating, Fitch, nel suo rapporto sulle economie avanzate, ha preso atto che la crisi del debito europeo è entrata in una «fase di calma» e, proprio per questo, ha lanciato l'allarme sulla cosiddetta «complacency» e cioè sul rischio di un abbassamento della guardia sulle riforme, puntando il dito sul pericolo delle elezioni in Italia e Germania nel 2013. ©RIPRODUZIONE RISERVATA