Viaggio tra Simbolismo e Novecento
MILANO "Angiolo D'Andrea. La riscoperta di un maestro tra Simbolismo e Novecento" è la mostra a Palazzo Morando a Milano, via Sant'Andrea 6, aperta fino al prossimo 17 febbraio che vuole richiamare l'attenzione sul valore formale, estetico e poetico dell'opera di questo artista friulano (1881-1942) poco conosciuto, protagonista della vivace stagione artistica milanese dei primi decenni del Novecento, radunando circa 140 opere tra dipinti, disegni e decorazioni di architettura, eseguite tra il 1900 e il 1930. La retrospettiva nasce dal recente recupero del fondo dipinti della famiglia e della Fondazione Bracco e dalla collaborazione con il Comune di Milano. Il criterio espositivo segue l'ordine cronologico delle opere, per sviscerare i cambiamenti avvenuti nell'arco di un quarantennio nella personalità artistica di Angiolo D'Andrea. Diverse le sezioni tematiche: le prime riguardano il lavoro di D'Andrea come disegnatore, illustratore e autore di pitture nell'architettura dagli esordi nel 1900 sino al 1938. Vi troviamo alcune pagine della rivista Arte italiana decorativa e industriale diretta da Camillo Boito e illustrate con grande perizia tecnica da D'Andrea, soprattutto le bellissime tavole di dettagli in cui si era specializzato; pregiati disegni su tavola o acquerello di luoghi storici milanesi come S. Ambrogio, il Duomo, l'Ospedale Maggiore, Porta Romana; e ancora tavole dedicate all'architettura di vari luoghi italiani. Segue la sezione Tra simbolismo e divisionismo 1910-1925, in cui sfilano tele e tavole dove l'elemento naturale viene sviluppato attraverso l'allegoria e il simbolo, con una evidente influenza dei movimenti pittorici dell'epoca; La tensione al Sacro, anni '10-'20 con il ciclo pittorico dedicato alla Vita di Maria Santissima, realizzato nella prima metà degli anni Venti, dove si spicca la grande tela Gratia plena, del 1922, tra i suoi dipinti più noti, con cui vinse la Biennale di Venezia, affine per tematica e significato a Le cattive madri di Segantini, dove pure risultano evidenti gli echi del movimento simbolista transalpino che si sviluppava in quegli anni in Austria e in Germania. Nella sezione Lo Spirituale nel Naturale il punto di attenzione di D'Andrea si sposta su una spiritualità immanente alla natura. Il paesaggio resta uno dei temi favoriti dell'artista e alcuni magnifici dipinti sono esposti nella sezione Natura e paesaggio. Infine, altre opere mirabili trovano posto nelle sezioni Gli anni della Grande Guerra, 1915-1918. Orari: da martedì a domenica 9-13 e 14-17,30. Lunedì chiuso. L'ingresso è libero.