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GARLASCO Un deterrente efficace o 6mila euro buttati al vento? Sulla vigilanza privata in servizio da inizio mese Garlasco si divide. Si dividono tra favorevoli e contrari i cittadini e lo stesso vale per i commercianti, con Ascom da una parte a difendere la scelta dell'amministrazione comunale («totalmente favorevoli», scandisce il rappresentante di categoria Stefano Albanesi) e dall'altra alcuni operatori reduci da furti a giudicarla un'iniziativa meritoria solo su carta. «Da apprezzare la buona fede del Comune – premette il proprietario di un negozio – però da che mondo e mondo sono i ladri a tenere d'occhio le guardie, non viceversa». Più di tutti alzano il tiro i consiglieri di opposizione Alessandro Re e Santino Marchiselli, uniti nel condividere una mozione presentata all'ultimo Consiglio. Da parte dell'assessore competente Renato Sambugaro si tratta però solo di attendere la fine di febbraio, cioè la conclusione dei tre mesi sperimentali, per tirare le somme . «Se avremo riscontro li manterremo ma solo dopo aver sentito i cittadini e i negozi», ripete Sambugaro. Re stesso in Consiglio ha chiesto di presentare a consuntivo il bilancio aggiornato dei furti, ma fin da ora giudica «un errore politico introdurre i privati sulla sicurezza pubblica, perché significa che le istituzioni abdicano al loro ruolo – puntualizza Re - Può essere un deterrente, ma la sicurezza spetta solo alle forze dell'ordine: i vigilantes non hanno compiti di polizia e il prefetto non potrebbe certo approvare ogni altra forma di controllo del territorio. I fondi della sperimentazione avrebbero potuto usarli per intensificare la videosorveglianza, istallando delle telecamere nei punti d'ingresso della città o aumentare i pattugliamenti diurni nelle periferie e rafforzare l'illuminazione. E poi bisogna inevitabilmente compiere un lavoro culturale sulle persone per recuperare quella solidarietà che porta il singolo a segnalare qualsiasi comportamento o presenza sospetta, senza girare la testa dall'altra parte». Quattro sere a settimana, dalle 22 alle 6 del mattino, la società "Baschi blu 2" di San Cipriano pattuglia il centro abitato. Presidia più che altro gli edifici pubblici, mentre da un paio di mesi anche la polizia locale fa gli straordinari. A turno, uno degli otto agenti di piazza Piccola (8 cioè due in meno rispetto al dovuto) esce dopo il tramonto. I furti tuttavia continuano: la settimana scorsa è toccato al Blu bar di corso Cavour alle tre del mattino. Sambugaro, che scarta le telecamere alle porte del paese perché dieci volte più costose e «ci troveremmo a doverne istallare in ben sette punti», tiene a far presente che il paese, con l'ultima telecamera sistemata in piazza Unità d'Italia, «è già sotto il controllo di 16 apparecchiature per la videosorveglianza. Non mi pare poco». Simona Bombonato