La Versa, il patto del Tavernello
di Fabrizio Guerrini wSANTA MARIA DELLA VERSA Tutto lo spumante «La Versa», e non solo, sarà venduto nel 2013 in esclusiva dal gruppo Caviro, un colosso da 250 milioni di fatturato che ai consumatori è noto perchè vende marchi molto popolari come il Tavernello e il Castellino. Mancano le ultime firme, dettagli da limare e correggere , ma il «contrattone», che cambia la storia della più blasonata Cantina sociale d'Oltrepo (esiste da 107 anni), è pronto. La stretta di mano tra Sergio Dagnino, presidente del gruppo con sede a Faenza, e Ennio Testori, presidente di La Versa, consegna di fatto alcuni dei top level della produzione spumantistica oltrepadana alla cabina di regia emiliana. Il Testarossa Docg, il Testarossa principio Talento brut, il Testatossa Cruasé Docg, il Carta Oro brut, il Carta oro rosè e altri tre marchi spumante La Versa saranno proposti alla grande distribuzione italiana e internazionale da Caviro. Una mossa che, per alcuni, fa presupporre l'«annessione» della Cantina sociale nel gruppo del Tavernello che è cresciuto in un anno del 14 per cento. «Non è vero – replica il presidente Testori – Siamo una Spa, non possiamo essere comprati. Stiamo parlando di un accordo commerciale. Da soli non si poteva più sostenere il mercato nazionale e, soprattutto, quello internazionale. Il Caviro non è solo il gruppo del Tavernello, ma è una realtà che raggruppa aziende, cooperative di alto livello. E' la scelta migliore per difendere la nostra produzione di qualità sui mercati». Nicchia alta del catalogo: gli emiliani puntano a quello. Lo spumante d'Oltrepo completerebbe all'apice un catalogo che si pone soprattutto su una fascia media del consumo di vino con gli entry level di marchi che sono proposti anche in contenitori di cartone. La svolta Caviro potrebbe chiudere di fatto la lunga fase di indiscrezioni e boatos in Oltrepo su scalate di aziende e Cantine sociali d'Oltrepo con obiettivo La Versa. Terre d'Oltrepo, per bocca del suo stesso presidente Antonio Mangiarotti, ha a lungo accarezzato l'idea di una fusione delle quattro Cantine sociali. Operazione sulla carta difficile visto che tre di esse (Broni-Casteggio, Torrevilla e Canneto) sono coop e La Versa una spa. Ma strategie e piani incentivati dalla situazione critica della Cantina di Santa Maria. L'ultimo bilancio, presentato ai soci domenica scorsa, ha fatto registrare un'altra flessione di tre milioni di euro del fatturato (quota 12 milioni) mentre 25 dipendenti su 40 sono in cassa integrazione straordinaria a chiamata. Qualcosa si doveva fare: nessuna fusione, meglio il patto globale con il gruppo Caviro che in Oltrepo aveva già siglato nel 2003 un patto commerciale (con l'etichetta Volo Rosso), per barbera e bonarda, con la Cantina di Casteggio prima della fusione con Broni. Volo Rosso non è decollato in Oltrepo, mentre l'accordo con La Versa (la Cantina che ha avuto tra i suoi presidenti il duca Antonio Denari) pare molto più solido.