«Non vogliamo le slot davanti al Duomo»

Pavia capitale del gioco d'azzardo. Basta una voce per addensare timori. Da settimane circola l'indiscrezione che nella sede lasciata libera dalla banca in piazza Duomo possa insediarsi una sala giochi. Un trasloco, non una nuova apertura, che quindi non potrebbe essere impedito dal regolamento anti slot del Comune. Davide Lazzari (Pd) ha presentato un'interpellanza al sindaco in cui chiede rassicurazioni. «Rimarchi la sua contrarietà e dia seguito a quegli atti amministrativi che impediscano una trasformazione in quel senso. I dati confermano che il 7,8%del pil provinciale finisce dentro le macchine mangia soldi». di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Tre vetrate su piazza Duomo, in una posizione strategica. La Banca Popolare Commercio e Industria il 10 dicembre si è trasferita in Strada Nuova, nella sede principale, liberando uno spazio molto appetibile sul mercato immobiliare, in pieno centro storico. Alcune centinaia di metriquadrati, all'angolo tra la piazza del Vescovado e via Teodolinda, che attendono una nuova ricollocazione. Ora quello spazio vuoto in un luogo che è stato per molto tempo uno dei salotti buoni della città, sfregiato però negli ultimi anni da vandali e movida, apre diversi interrogativi. Tra i residenti della piazza e delle vie limitrofe che da tempo combattono con schiamazzi e sporcizia lasciate dai frequentatori della notte, si affaccia il timore che le tre vetrate ora buie possano riaccendersi con un'attività inadeguata con la vicinanza delle case e della cattedrale. «Ci auguriamo che la destinazione della ex sede della banca sia consona al contesto – dicono dal Comitato residenti in piazza Duomo –. Ci sono attività commerciali che potrebbero solo aumentare il degrado in una zona della città già molto colpita». Via Beccaria, Via Bossolaro, la stessa piazzetta del Regisole e i portici della Curia l'indomani mattina di ogni serata di festa mostrano le tracce dell'eccesso: sporcizia, resti di cibo, macchie di vomito. E poi urla, schiamazzi fino all'alba. «Abbiamo chiesto al Comune di installare delle telecamere – spiegano i fondatori del comitato – . E' stata anche stanziata una somma ma le telecamere, da luglio a oggi, non sono ancora arrivate». Le temperature polari ora disincentivano gli aficionados della movida che tra qualche mese potrebbe riesplodere nelle strade del centro. Insieme alle proteste dei residenti. Tra le voci, che rimbalzano con insistenza da settimane, c'è anche quella dell'interessamento da parte dei gestori di una sala giochi, con le slot machine, già attiva in città. Ma da Ubi Banca, proprietaria di quella porzione di immobile al pian terreno, arrivano rassicurazioni ai residenti. «Finora abbiamo ricevuto solo una proposta da parte di uno studio medico – spiegano dagli uffici centrali di Brescia – . Sarebbe comunque da escludere una destinazione legata al gioco d'azzardo». L'istituto bancario che per anni si è affacciato con le sue vetrate su piazza Duomo ha traslocato il 10 dicembre in corso di Strada Nuova 31/c. Chiuso anche lo sportello bancomat. «La sede principale è comunque vicina e anche più accessibile, vicino alla ferata dell'autobus» spiegano negli uffici di Brescia.