Pavia, l'emergenza non dà tregua ma Redaelli rientra in anticipo
di Luca Simeone wPAVIA Sarebbe dovuto tornare a disposizione dopo la sosta di fine anno, invece rientrerà già sabato, per l'ultima di andata che il Pavia giocherà contro il Portogruaro. Mauro Redaelli dopo la brutta distorsione alla caviglia di un mese e mezzo fa ha bruciato le tappe: «Sono a disposizione, anche se naturalmente mi ci vorrà un po' per essere al cento per cento». Un recupero importante anche perché l'emergenza infortuni non sembra cessare. All'inizio per Redaelli si era temuta addirittura la frattura del perone: «E' stato un periodo difficile perché dopo le prime due settimane con le stampelle la caviglia restava gonfia – spiega il ventenne centrocampista – poi invece ho cominciato a fare progressi e anche per il morale è stato importante. Per tutta l'andata abbiamo avuto problemi continui, a Portogruaro avremo tre squalificati». Redaelli arriva dalla serie D e il doppio salto di categoria, inevitabilmente, qualche problema a inizio campionato glielo ha creato. «La difficoltà principale è stata la diversa velocità del gioco – racconta – in Prima divisione devi ragionare più rapidamente, tra controllo della palla e passaggio hai meno tempo. Poco alla volta sono migliorato, ma è l'aspetto sul quale devo lavorare maggiormente: controllo e protezione della palla». Nonostante gli infortuni a catena, il Pavia sta facendo un campionato oltre le previsioni: «Sorpresi della posizione in classifica? Non direi, siamo stati bravi a raggiungere questa posizione. C'è grande entusiasmo per come stiamo andando, ma dobbiamo stare attenti a non eccedere perché l'obiettivo resta la salvezza. E' importante fare punti a Portogruaro per girare in posizione tranquilla. Se poi dovessimo vincere, sarebbe il miglior regalo di Natale». Oltre al calcio, c'è lo studio e una passione per la natura nella vita di Redaelli, iscritto a Geografia, scienze umane e dell'ambiente e fresco di 30 all'esame di Geografia del paesaggio. «Ho fatto lo scientifico, a scuola sono sempre andato bene – dice – poi mi sono iscritto all'Università, alla Statale di Milano. Ho tante mattine libere, e mi chiedo che potrei fare se non studiare. D'altronde bisogna avere un'alternativa al calcio. Non riesco a frequentare, do solo gli esami ma sono abbastanza in regola col percorso universitario». L'altra grande passione, oltre alla musica (è un fan di Vasco Rossi), è la montagna: «Una passione che mi hanno trasmesso i miei – spiega – abbiamo una casa nell'appennino tosco-emiliano e le montagne lì le ho fatte tutte da ragazzino. Ora vado qui in Lombardia, l'ultima volta sul Grigna, coinvolgendo anche alcuni amici. Anche d'estate le mie tre-quattro camminate in montagna me le faccio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA