Bollette non pagate, niente luce alla Lem di Landriano

LANDRIANO Ieri mattina, quando i lavoratori sono arrivati alla Lem, la legatoria di Landriano in liquiodazione da ottobre, si sono trovati al buio. «La luce è stata tagliata perché non sono state pagate le bollette – spiega Giacomo De Lorentis, Cgilm che ieri ha cercato di mettersi in contatto con la direzione della legatoria –. E in più gli stipendi sono di nuovo in ritardo di una settimana». I 49 lavoratori sono preoccupati di dover aspettare ancora a lungo stipendi e tredicesima: con la crisi di liquidità che ha portato anche al mancato pagamento delle bollette temono che non ci saranno i soldi per pagare loro quanto è dovuto. Parte dei lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria, parte in ferie, solo una piccola parte è al lavoro per terminare le ultime consegne. «Finora gli stipendi sono sempre arrivati – rassicura Giacomo De Lorentis – e sappiamo che una settimana non è molto, comparato ad altri casi. Ma i lavoratori sono in difficoltà». L'azienda fa parte di un gruppo che da mesi punta al riassetto, con la chiusura della sede milanese e la richiesta di sacrifici ai dipendenti della ditta di Mazzo di Rho. Lo scorso inverno gli operai di Landriano avevano rinunciato alla 14esima, pur di mantenere il posto, poi, a ottobre le proteste, i presidi: l'azienda aveva infatti portato la richiesta di liquidazione alla camera di commercio ancora prima di avvertire sindacati e gli operai allora si erano piazzati davanti ai cancelli per qualche giorno, per chiedere che almeno venisse loro garantita la cassa integrazione. (a.gh.)