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di Fiammetta Cupellaro wROMA Prove di intesa tra Silvio Berlusconi e la Lega Nord in vista delle elezioni Politiche e Regionali, mentre gli ex An, compreso Ignazio La Russa coordinatore del partito e l'ex ministro Giorgia Meloni lasciano il Pdl. Del nuovo soggetto politico non faranno parte Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno. Almeno per il momento. Non si tratta di un vero e proprio addio, spiegano gli ex An, perché il movimento farà comunque parte di una coalizione con il Pdl. Dunque, Silvio Berlusconi, in attesa di capire che cosa farà il premier Mario Monti, ieri è riuscito a impostare due pezzi del «puzzle» per ricostruire la coalizione del centrodestra: lo «spacchettamento» con gli ex An, tanto inviso al segretario Angelino Alfano, ma che gli consente di aver le mani più libere nella formazione delle liste elettorali e uno spiraglio nella lunga trattativa con la Lega per non franare al Nord. E ieri sera ha rilanciato la sua idea del «Patto dei Parlamentari»: non più di due mandati per i candidati del Pdl ed il dimezzamento degli emolumenti per deputati e senatori. Ma ieri a tenere banco nel centrodestra sono state le alleanze per formare la coalizione ed il nuovo movimento fondato da alcuni colonnelli del partito. Una trattativa, quella con il Carroccio che, in realtà non si è mai interrotta, ma che ieri ha segnato un passo avanti concreto. Il vertice si è svolto nella villa di Berlusconi ad Arcore, dove in passato si sono siglate tante intese con il vecchio leader Umberto Bossi. Il Cavaliere si è detto disponibile ad appoggiare la candidatura di Roberto Maroni a governatore della Lombardia, in cambio di un'alleanza a tutto campo che comprenda anche quella a livello nazionale. Maroni però ha chiesto tempo. Il segretario non appare disposto ad accettare qualsiasi condizione dal Cavaliere. Un «no» deciso è stato opposto a Berlusconi candidato premier: il gruppo dei veneti da Flavio Tosi al governatore Luca Zaia trovano difficile digerire un'alleanza con l'ex premier. E soprattutto se il candidato della coalizione è Mario Monti. Perché su un punto Maroni è stato categorico anche durante il consiglio federale riunito in serata in via Bellerio: mai la Lega appoggerà la candidatura del Professore. Apertura della Lega invece a siglare il patto per una coalizione del centrodestra se per la premieship verrà scelta una terza persona. Sulla sua identità c'è il massimo del riserbo, ma tra i fedelissimi del Cavaliere c'è chi dice che Berlusconi, pur di recuperare i vecchi alleati e non perdere in Veneto, Lombardia e Piemonte sarebbe disposto a fare un passo indietro e tenere per lui un ruolo di «federatore» della coalizione. Il Carroccio però non scioglierà le riserve prima del fine settimana. E stasera a «Porta a Porta» Berlusconi risponderà alle domande che gli sono state inviate tramite il suo profilo sul social network Facebook. La macchina della campagna elettorale è già partita. ©RIPRODUZIONE RISERVATA