Cene e biglietti di auguri tra i rimborsi di Ciocca

di Maria Fiore wPAVIA Pranzi e cene. Giornali e francobolli. Ma nell'elenco delle voci di spese che accompagna l'invito a comparire del consigliere regionale leghista Angelo Ciocca si legge anche di «18mila copie messaggio auguri 2011», pagate 3.509 euro il 5 dicembre 2011, e di «2mila calendarietti natalizi», pagati 1.669,80 euro il 30 novembre dello stesso anno. Su queste voci di spesa, raccolte in dieci pagine che comprendono i rimborsi da maggio 2010 a oggi, il consigliere dovrà dare domani la sua spiegazione ai magistrati milanesi che indagano sui rimborsi regionali. Ciocca ha ricevuto ieri mattina la notifica dell'atto, che vale anche come informativa di garanzia. «Non ho nulla da temere e sono pronto a rispondere punto per punto a tutto quello che mi viene contestato», spiega il consigliere. Che non ci sta a essere accostato all'immagine del politico che fa un uso improprio del denaro pubblico. «Credo che al fondo ci sia un problema di interpretazione con quello che rientra nelle cosiddette spese di funzionamento – dice Ciocca –. Per quanto mi riguarda mi sono attenuto alle prescrizioni del mio gruppo». La tabella, in effetti, prevede che il consigliere abbia a disposizione due fondi: un fondo comunicazione, che può essere utilizzato solo per lo svolgimento di attività di informazione e comunicazione, per un massimo di 1500 euro mensili. Rientrano in questa voce i convegni, i rapporti con le radio, le giornali e le televisioni. Su un altro piano c'è poi il "fondo funzionamento", che prevede l'utilizzo massimo di 1500 euro al mese per acquisito di materiale d'ufficio, spese telefoniche e postali, telefonino, computer, ristoranti e giornali. «Basta sfogliare l'elenco che accompagna la notifica dell'atto per capire che tutte le voci rientrano in quelle indicazioni», dice Ciocca. Così a marzo del 2011 risulta una spesa di 300 euro in francobolli. Ad agosto del 2010 ci sono spese per giornali di 100, 10 euro, a ottobre per la stessa voce si sono spesi 104 euro. Ma ci sono anche spese più alte per biglietti da visita e biglietti di auguri. «Ritengo di essermi mosso all'interno delle regole, anche quelle morali – dice Ciocca –. E di essere rimasto anche al di sotto di quanto potevo in effetti utilizzare dei rimborsi. Basti pensare al fato che il telefono, che è compreso nel fondo, lo pago con i miei soldi. Se il pm mi chiede delle spiegazioni ovviamente non posso sottrarmi e farò il possibile per chiarire questa storia». Oltre a Ciocca sono stati convocati per domani Massimiliano Orsatti della Lega, Alessandro Colucci, del Pdl e i capigruppo Paolo Valentini (Pdl) e Stefano Galli (Lega). Ad alcuni di loro vengono contestati anche acquisiti di film in dvd, ma soprattuto pranzi e cene. A Colucci, ad esempio, i pm contestano le spese per la vigilia del Natale 2009. Colucci, secondo i magistrati, spese 274 euro per quattro coperti a pranzo e 329 euro per cinque coperti a cena, al ristorante milanese "Solferino". Complessivamente nel 2009, l'esponente pidiellino avrebbe speso con soldi pubblici 22.700 euro. Al consigliere leghista Orsatti viene contestato l'acquisto, il 12 settembre 2011, di una bottiglia di «Veuve Magnum» per 60 euro. Il consigliere del Pdl, Angelo Giammario, invece, avrebbe chiesto il rimborso per 1.276 euro di «vino», mentre Enio Moretti (Lega Nord) avrebbe speso 2.700 euro per «90 colazioni di lavoro» il 10 febbraio del 2010. Sante Zuffada (Pdl) avrebbe pagato una cena «2.714 euro» a cui avrebbero partecipato, pare, 118 persone. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA