Mps, via libera ai Monti-bond
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Il Monte dei Paschi si salva, ma al governo costerà circa un quinto dell'incasso dell'Imu. La Commissione europea ieri ha dato l'Ok agli aiuti di stato perché la banca è grande, e dunque farla fallire porterebbe a conseguenze pesanti per tutto il sistema creditizio. Una ben triste fine per la più antica banca del mondo, nata nel 1472, e praticamente uccisa in una manciata di anni. «E' necessario preservare la stabilità del sistema finanziario italiano», ha spiegato Antoine Colombani, portavoce della Commissione europea, spiegando il via libera provvisorio concesso a 3,9 miliardi di aiuti pubblici. L'autorizzazione è temporanea perché entro sei mesi il Monte dovrà presentare un piano dettagliato per il rientro dal debito, che vada oltre le indicazioni generali e urgenti sulle quali Bruxelles ha preso questa decisione un po' con l'acqua alla gola. Se non lo farà, stop agli aiuti di stato, e per questo, per evitare che ci siano brutte sorprese, «ci sono rapporti costanti con Siena», spiega Colombani. Giorno per giorno la banca sarà dunque controllata. L'aiuto pubblico arriverà attraverso i «Monti bond», una ciambella di salvataggio lanciata da questo governo dopo che la banca si era dichiarata incapace di restituire gli 1,9 miliardi dei «Tremonti bond» concessi nel 2009 dal passato governo e che sono ora incorporati nei 3,9, che poi diventeranno di più (forse 4,5) perché i Monti bond copriranno anche gli interessi. Una storia disastrosa, dovuta alla scelta malaugurata di acquistare a un prezzo enorme Antonveneta, il che portò al tracollo dell'istituto, che coinvolse anche la Fondazione (che era una delle più ricche d'Europa) obbligando poi il management a tentare di puntellare la situazione con i mezzi più diversi, anche con bilanci che oggi si sospetta non siano stati proprio cristallini. L'intervento pubblico era l'unica via d'uscita per tentare di salvare la banca: «Nessuno con i propri soldi avrebbe comperato un portafoglio del genere», aveva spiegato il nuovo presidente del Monte Alessandro Profumo. Come ha ricordato lo stesso banchiere il problema di questo debito «non è la quantità, ma la durata: abbiamo bond al 2034 e al 2041». A differenza dei Tremonti bond, questi nuovi titoli prevedono un meccanismo alternativo di pagamento delle cedole in base al quale, in mancanza di liquidità, non sarà necessario l'intervento dello stato, ma Mps potrà direttamente rifinanziarsi con una nuova emissione di titoli a valore di mercato o con nuovi Monti bond. Questo passaggio evita che il governo possa entrare nel capitale della banca. La Commissione precisa che «la misura consentirà alla banca di conformarsi alle raccomandazioni dell'Eba», l'Autority Ue sulle banche, che richiede un cuscinetto di sicurezza, una riserva di capitale supplementare per contrastare l'esposizione al rischio sovrano. In Borsa, dove il titolo vale una ventina di centesimi, la notizia del via libera di Bruxelles ha portato una boccata d'ossigeno, con un aumento di circa il 6%. ©RIPRODUZIONE RISERVATA