Robbio, mancano postini lettere con ritardi record

ROBBIO Consegne della posta a rilento a Robbio e in altri Comuni lomellini: mancano i portalettere e il servizio viene coperto in extremis dai colleghi del centro di recapito di Mortara, con tutto ciò che comporta spostarsi in motorino su strade coperte di ghiaccio e neve. I primi disguidi sono stati segnalati a Poste italiane qualche settimana fa da Slc Cgil, informata dei ritardi nelle consegne delle cartelle Imu. Ora la situazione rischia di degenerare, avvertono i sindacati, tenuto conto che questo assetto di organico resterà in vigore almeno fino a fine gennaio, quando cioè toccherà assegnare i contratti trimestrali in scadenza. Il punto è che Robbio, come Rosasco, San Giorgio e Candia sono rimasti senza postini. I 27 in servizio in questa parte della Lomellina, tutti facenti capo al centro di recapito di Mortara, non sono sufficienti a coprire le 32 zone in cui è disegnato il territorio. Ne restano fuori cinque, appunto. I disagi diventano ore extra per gli altri portalettere mentre per i cittadini vogliono dire un servizio di recapito spesso non proprio a prova di orologio. Come è accaduto di recente per l'Imu. I sindacati hanno sollecitato i vertici regionali dell'azienda a fare qualcosa almeno prima di Natale. «Tra esodati, dimissionari e lunghe malattie il centro di recapito di Mortara è sotto di cinque unità – ripete Giacomo De Lorentis dalla segreteria provinciale di Slc Cgil – All'azienda abbiamo chiesto un intervento immediato. Va potenziato l'organico: mancando cinque postini succede che per coprire i paesi scoperti viene chiesto agli altri di doppiare la zona. Ma il sistema va in tilt quando, come in questo periodo dell'anno, ci sono le ferie da smaltire e i corsi di formazione da fare in orario di lavoro. A maggior ragione se il carico di lavoro dei postini aumenta e le condizioni di sicurezza delle strade diminuiscono. I portalettere sono una categoria a rischio nella misura in cui si spostano con il motorino anche d'inverno e , per restare dentro le sette ore e un quarto di servizio, si trovano a dover correre, a meno di creare ulteriori disagi agli utenti». Il problema va ad aggravare una situazione già difficile per via dell'apertura a giorni alterni sul doppio turno di Mede e le file ormai croniche agli sportelli, dai paesi a città come Vigevano, dove anche nei giorni di punta ne restano aperti al pubblico meno della metà. Simona Bombonato