"Rispetto": storia della parola nel libro di Mordacci

PAVIA La parola rispetto oscilla fra significati diversi e per orientarsi ne va rintracciata la radice comune. Il libro di Roberto Mordacci "Rispetto" (Raffaello Cortina Editore) indaga l'idea di rispetto nel linguaggio ordinario, per poi scavare nella sua storia e delineare un quadro concettuale dei vari significati. Attraverso una ricognizione che intreccia filosofia, religione, letteratura e teatro, la nozione di rispetto si svela come un concetto legato al riconoscimento di un potere o di un'autorità "superiori". Così, nelle vicende di Aiace e di Enea, nell'opera di Agostino e nel Re Lear shakespeariano, nella speculazione moderna da Rousseau e Adam Smith a Kant, Hegel e Nietzsche si ritrova un fil rouge che riunisce le varie accezioni del rispetto: quella rivolta all'autorità della legge, quella riferita alla dignità delle persone e quella oggi fortemente invocata per gli animali e l'ambiente. Mordacci è professore straordinario di Filosofia Morale presso la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele; il libro verrà presentato alle 18 al Collegio Santa Caterina da Luca Fonnesu e Luisa Broli.