Quale futuro per l'ente montano?
SAN SEBASTIANO CURONE Se la comunità montana si separa, come andranno suddivise le quote di oneri, come i mutui sottoscritti o i costi dei dipendenti, e delle attività redditizie, come l'impianto golf e il metanodotto? Sono solo alcuni dei problemi pratici che emergono quando i comuni riflettono circa il futuro dell'ente montano Terre del Giarolo, che con tutta probabilità viaggia verso uno smembramento, se non verso una scissione. Se le intenzioni di un gruppo di comuni della media val Curone rimarranno ferme nell'idea di uscire dalla comunità montana e adottare convenzioni tra loro e con altri comuni per adeguarsi alle norme che impongono comunque la messa in compartecipazione di funzioni fondamentali , sarà ratificato entro fine anno lo scioglimento dell'ente e anche se gli altri centri riterranno opportuno, come pare sia un'ipotesi contemplata in maniera concreta, proseguire nell'esperienza condivisa nella forma di unione di di comuni montani, arriverà un commissario a completare le procedure. E tra queste, ci sono anche le ripartizioni delle quote onerose e di proprietà dei beni. Sarà infatti necessario distribuire le quote dei mutui contratti nel tempo dall'ente e non ancora estinti, la cui entità sarà equamente suddivisa tra ogni comune oggi membro su criteri che verranno stabiliti dal commissario. Così come occorrerà valutare quale ente pubblico locale dovrà accollarsi i dipendenti dell'ente montano. Certamente l'intenzione di buona parte dei comuni membri di proseguire nell'esperienza associata in forma di unione montana agevolerà gli sviluppi futuri, ma la procedura andrà comunque avviata e ogni volta che un comune decide di uscire dalla comunità montana non può ignorare che una quota di spese contratte collettivamente ricadrà necessariamente sul proprio bilancio. Così come è da escludere che i proventi e la proprietà di strutture create dalla comunità montana non vengano ripartite tra i comuni soci anche in caso di scioglimento, fatto salvo naturalmente il diritto di ciascun ente a rinunciare alla propria quota. Impensabile che i comuni sul cui territorio insistono tali beni, come ad esempio Momperone e Brignano Frascata, che sono anche tra i comuni in predicato di uscire, riescano ad avere risorse per accollarsene interamente la proprietà, che resterà così suddivisa tra tutti i comuni membri o tra i singoli comuni e la nuova unione montana. (s.b.)