Chignolo, la verità su coltello e vestiti
Due coltellate nella relazione dei medici che prestarono soccorso al 18enne. Ma un solo fendente, in base ai risultati dell'autopsia. Il dettaglio sarebbe stato anche confermato dalla deposizione dei medici dell'ospedale di Castelsangiovanni, dove il ragazzo arrivò in fin di vita poco prima delle 2 di notte, tra domenica e lunedì. Il particolare non è di poco conto, perché nel caso in cui venisse confermato un solo fendente sul corpo del ragazzo, la difesa dell'indagato avrebbe più margini per sostenere la tesi del colpo accidentale. Una versione che lo stesso Angelo Siciliano ha ribadito durante l'interrogatorio davanti al pubblico ministero. di Maria Fiore wCHIGNOLO PO Dall'esame del coltello e dei vestiti indossati dal presunto assassino, quella sera, potrebbe arrivare la verità sull'omicidio di Gianluca Serpa, il 18enne di Chignolo Po ucciso con una coltellata al petto il 26 novembre nel corso di una lite. I Ris di Parma hanno fissato per il 25 gennaio l'appuntamento per avviare i cosiddetti accertamenti tecnici «non ripetibili», cioè quelle verifiche che possono essere fatte una sola volta sui reperti-chiave delle indagini. Che sono, in questo caso, il coltello trovato in via XXV Aprile poche ore dopo i fatti e i vestiti che indossava quella notte Angelo Siciliano, l'operaio di 25 anni arrestato con l'accusa di omicidio volontario. All'udienza di gennaio parteciperà il sostituto procuratore Paolo Mazza, che sta coordinando le indagini sull'omicidio, e potrebbe essere presente anche un consulente della difesa dell'indagato. «Faremo le nostre valutazioni», si limita a dire l'avvocato di Siciliano, Vittoria Chelli di Pavia, che ieri mattina ha depositato un'istanza al Riesame per chiedere che al suo assistito vengano concessi almeno gli arresti domiciliari. Una prima richiesta in questo senso era stata respinta dal gip in sede di convalida del fermo: un rifiuto che era stato motivato a partire dalle esigenze cautelari del pericolo di fuga e reiterazione del reato. In altre parole, secondo il gip, i domiciliari non basterebbero a scongiurare il rischio che il ragazzo possa allontanarsi e nemmeno che possa commettere fatti dello stesso tipo. Di diverso avviso la difesa, convinta invece della «non sussistenza» delle esigenze cautelari, visto che Siciliano si sarebbe in pratica consegnato ai carabinieri. La richiesta dei domiciliari si intreccia anche con la decisione, già attuata, di trasferire il ragazzo dal carcere di Torre del Gallo in un altro istituto della Lombardia. A quanto pare la decisione, sollecitata dalla stessa difesa, sarebbe stata presa per motivi di sicurezza. Siciliano, da qualche giorno nell'infermeria del carcere, da quanto risulta sarebbe stato al centro di minacce e intimidazioni da parte di altri compagni. L'operaio 25enne sarebbe finito nel mirino di qualcuno che avrebbe già trasformato in una sentenza di condanna le contestazioni di cui il giovane è accusato. Va detto che Siciliano aveva ammesso, in fase di interrogatorio, di essere andato in via XXV Aprile armato di un pugnale e aveva confermato l'accoltellamento di Gianluca Serpa, ma sulla dinamica del ferimento mortale aveva dato una sua versione dei fatti, parlando di colpo accidentale. Le analisi sui vestiti e sull'arma potrebbero far fare un salto in avanti alle indagini. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA