L'addio a Wanda, "mamma" dei disabili

PAVIA Ieri Wanda Mo, 91 anni, si è ricongiunta per sempre a Carlo, suo marito, scultore e artista di fama sepolto dal 2004 al cimitero Maggiore di Pavia. Una coppia inossidabile per decenni. «Quella di Wanda è stata una vita di fede e una vita familiare feconda, non solo per i quattro figli che ha avuto, ma per tutti quelli che ha aiutato, superando quella forma di pietismo che ancora purtroppo dilaga nei confronti dei fratelli con abilità diverse» ha ricordato ieri il parroco di San Lanfranco, don Emilio Carrera, celebrando i funerali di Wanda Mo, storica presidente dell'Anfass e fondatrice della Consulta del volontariato. Tanti i pavesi che hanno voluto darle l'ultimo saluto. Tra loro l'ex sindaco Andrea Albergati e l'ex assessore ai Servizi Sociali Sergio Contrini con cui Wanda Mo aveva realizzato grandi progetti. E poi Carla Torselli dell'Anfass e molti singoli cittadini. Don Emilio - che proprio ieri celebrava la sua consacrazione sacerdotale avvenuta 43 anni fa - ha ricordato il suo fertile incontro con Wanda Mo. Lui era un giovane parroco a Sant'Alessio e Wanda attivissima nel sociale come presidente dell'Anfass. «Insieme a Margherita Cremonesi, allora assessore ai Servizi Sociali di quel piccolo Comune, non contava nemmeno 300 abitanti, realizzamo il primo centro per accogliere i disabili, il Tiglio, fuori Pavia». Oggi una grande realtà. In città ne esistevano già tre. «Ma a Sant'Alessio – continua don Emilio – c'erano all'epoca 8 disabili, bambini e adulti, sempre chiusi in casa. E' nata così l'idea di creare uno spazio per loro». (m.g.p.)