Pallavolo in lutto, addio a Tarzia
PAVIA Un arresto cardiaco nella tarda serata di mercoledì ha messo fine ai giorni di Rocco Tarzia, conosciutissimo dirigente della pallavolo provinciale. Tarzia, che era nato il 4 luglio 1950, da qualche settimana si stava sottoponendo a delle cure ospedaliere e sembrava in via di ripresa, ma il cuore lo ha tradito. Di origini calabresi, Tarzia si era trasferito al nord molti anni fa insieme ai genitori, che sono morti in rapida successione nel giro nei mesi scorsi. Rocco era titolare di un negozio di oggettistica ed articoli da regalo in centro a Pavia, ma era soprattutto noto per la sua lunga militanza quale dirigente di pallavolo femminile. Nei primi anni della ascesa di Villanterio, poi sbarcata in serie A2 a Pavia col marchio Riso Scotti, Tarzia era stato al fianco del general manager Gigi Poma. Poi aveva voluto provare a costruire qualcosa di suo, convincendo i dirigenti della New Dynam Basiglio a trasferire il titolo a Vistarino. La palestra del piccolo centro pavese è diventata nell'ultimo decennio il teatro della sua grande passione. Con il suo club, Tarzia ha saputo salire gli scalini del volley regionale, vincendo la serie D e poi anche i play off di serie C per approdare alla serie B2 nazionale, che decise di affrontare a Lodi per una sola e poco fortunata stagione. Poi il rientro alla base, un altro bel campionato di serie C arrivando fino ai play off, prima del declino di risultati, in parallelo alle crescenti difficoltà economiche del movimento pallavolistico e, soprattutto, del suo club che, a differenza di altri, non disponeva di un settore giovanile. Tarzia era personaggio schietto e, per questo, spesso scomodo. «Sono ingombrante», diceva giocando sul doppio senso della sua corpulenza, ma in realtà era spinto da una grande passione e competenza, dalla voglia irrefrenabile di vincere che spesso, ma non sempre, ha saputo trasmettere alle sue squadre, nate tutte in estati di mercato che ricordavano l'adagio di dover "fare le nozze con i fichi secchi". Ossessivamente scaramantico, passava per essere un divoratore di arbitri e di allenatori. Pagando sempre di tasca propria le multe, ai primi non le mandava a dire, mentre con i coach ha sempre avuto un rapporto diretto, che lo portava a invadere il campo delle loro scelte tecniche. Qualcuno non ha gradito, altri sono cresciuti. Memorabile la volta che ingaggiò un emergente tecnico milanese, tale Lo Cambio: «Così – disse Tarzia al momento di spiegare le ragioni della scelta – quando mi chiedono del coach, sanno già come finirà». Manco a dirlo, fu esonerato a cinque giornate dalla fine, poi Rocco vinse il campionato. Ironia della sorte, Rocco se n'è andato senza protestare, l'unica ed ultima volta della sua vita. I funerali sono in programma questa mattina alle 10 nella chiesa della Sacra Famiglia, in via Ludovico il Moro 1, a Pavia. Fabio Babetto