«Mega market, subito la conferenza dei servizi»

di Giovanni Scarpa wBORGARELLO Subito la conferenza di servizi e un protocollo, poi, per la certificazione antimafia per le imprese che lavoreranno per il centro commerciale. Lo chiedono in una lettera alla Provincia i sindaci di Giussago, Certosa e Zeccone. Stanchi dell'ennesimo silenzio sul progetto da parte di piazza Italia e preoccupati per la questione viabilità della zona, legata a doppio filo alla realizzazione del mega-market e la cui sistemazione rischia di allontanarsi per colpa dei tempi lunghi della politica. «Prima di tutto è ora di decidere una volta per tutte – dice il sindaco di Giussago, Massimiliano Sacchi – se dare il via libera, oppure no al centro commerciale. Ma se la Provincia decide per il sì, allora si dia da fare». Ecco, riassunto nella lettera firmata anche dagli altri due sindaci, le richieste dei Comuni: «La società ha depositato il 5 ottobre scorso, a seguito di un incontro in Provincia, lo studio della viabilità assumendosi l'onere delle opere da realizzare per il territorio. Inoltre, i proponenti hanno preso l'impegno di farsi carico della salvaguardia delle imprese locali e delle fasce più deboli per quanto riguarda le possibilità di lavoro». In due parole, tangenziale di Certosa e nuova occupazione potrebbero passare dalla realizzazione del centro commerciale. Ma ci vogliono risposte, e subito invocano i sindaci. Fra l'altro, per evitare eventuali infiltrazioni della malavita, i Comuni propongono un protocollo antimafia con la prefettura per la certificazione delle aziende. «Questo per sgombrare il campo da ogni dubbio sulla trasparenza dell'operazione finanziaria» precisa poi Sacchi. C'è anche una richiesta per la società proponente: di soprassedere al deposito del piano attuattivo per l'approvazione definitiva presso il Comune di Borgarello «sino a quando non sarà insediato il nuovo consiglio comunale». Anche in questo caso l'obiettivo dei sindaci è chiaro: evitare, come in passato, critiche e pressioni sul commissario prefettizio. Tutti passi studiati e pensati dai tre sindaci per cercare di chiudere in tempi ragionevoli una vicenda che si trascina di 11 anni, con circa 100 milioni di investimenti che ancora aspettano di sapere se verranno impiegati in provincia di Pavia oppure no. Ma dalla Provincia arriva ancora una fumata grigia. «I sindaci sanno che per indire una conferenza di servizi ci vuole tempo – spiega l'assessore Maurizio Visponetti – perchè non è una cosa semplice. Bisogna capire quali e quanti enti dovranno esserci. Stiamo istruendo la pratica e ora non possiamo dare una data certa. Non appena saremo pronti la comunicheremo».