Niente scuola per il bus negato
LUNGAVILLA Da metà ottobre, diserta la scuola. Non per sua libera scelta, o per volontà dei genitori, ma perchè la famiglia non ha i soldi per pagare il viaggio sull'autobus da Lungavilla a Voghera, dove la ragazzina (compirà sedici anni a gennaio) fino a due mesi fa frequentava l'indirizzo commerciale dell'istituto Santa Chiara di via Scarabelli. In questa vicenda già di per sè triste e al passo con i tempi grami di crisi, c'è anche un retroscena ancor più paradossale: l'amministrazione comunale si è offerta di coprire almeno fino alla fine dell'anno le spese di trasferta (circa 50 euro al mese), ma non riesce a farlo perchè ogni tentativo di contattare telefonicamente o con mail Arfea, la società che gestisce la rete di trasporti scolastici, si è rivelato vano. «Una situazione assurda – denuncia Carla Beccaria, vicesindaco e assessore ai Servizi sociali – abbiamo cercato più volte di definire la questione con l'ufficio commerciale di Arfea, per risolvere in fretta il problema tenendo anche conto che fino al compimento dei sedici anni c'è l'obbligo scolastico, ma senza ottenere alcuna risposta». Nel frattempo, una sorta di colletta tra le associazioni del volontariato locale ha consentito alla ragazza di riprendere da qualche giorno a frequentare il Santa Chiara: se si impegnerà a fondo, potrebbe non saltare l'anno malgrado la lunga assenza. Insomma, nonostante tutto c'è la speranza di un lieto fine. Il contenzioso tra Comune e Arfea però non finisce qui. «Da quest'anno – sottolineano ancora in municipio – per abbonarsi gli studenti devono andare a Castelletto di Branduzzo dopo che è scaduta la convenzione con uno degli esercizi pubblici di Lungavilla. Ma per quanto ci risulta nessun gestore degli altri bar del paese è stato contattato per sapere se era interessato a subentrare nel servizio». (r.lo.)