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di Andrea Di Stefano wROMA Scalpellato da più parti, il secondo decreto Sviluppo rischia di uscire profondamente modificato dall'esame nelle commissioni del Senato e poi dall'aula di Palazzo Madama, ultima opportunità per i parlamentari in vista di una ratifica alla Camera che si preannuncia blindata visti i tempi di conversione (entro il 24 dicembre). Ieri il governo è stato battuto in commissione Industria sulla proroga della concessione delle spiagge inserita nel dl sviluppo: non è passata la linea integralista del Pdl, che sosteneva un allungamento delle concessioni per 30 anni, ma almeno per i prossimi 5 anni le spiagge non saranno messe all'asta. «Non si tratta dei trent'anni proposti inizialmente dal Pdl, ma comunque abbiamo cancellato lo spettro delle aste creando le condizioni per l'attuale e per il prossimo governo di lavorare presso l'Unione Europea per eliminare una norma che non abbiamo mai esitato a definire aberrante e inaccettabile», ha detto il sindaco Pdl di Pescara, Luigi Albore Mascia. «Un piccolo passo in avanti - ha affermato Albore Mascia - nella maxi-vertenza contro la Direttiva Bolkestein che rischiava di distruggere centinaia di storiche aziende balneari del nostro litorale». L'iter parlamentare del decreto Sviluppo ha provocato l'esplosione di tensioni anche nel governo: l'ipotesi di ampliamento del limite per il credito di imposta per le infrastrutture (che è rimasta a quota 500 milioni di euro) ha irritato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Guido Improta, che ha riconosciuto che ha prevalso la linea di «prudenza» del ministero dell'Economia, contrario a un abbassamento del tetto per motivi di copertura. Un altro emendamento che ha ottenuto il via libera della Commissione industria prevede l'emanazione di un decreto del ministero dell'Economia che definisca le modalità di vendita e di locazione degli immobili a uso residenziale degli enti previdenziali pubblici. Comunque per il governo il bilancio è a somma zero: battuto sull'Agenzia per la Coesione, l'esecutivo ha invece incassato tra le polemiche l'emendamento che ha ratificato l'accordo tra le Fondazioni bancarie e la Cassa depositi e prestiti per la conversione delle azioni di risparmio senza oneri fiscali. «La misura Cassa depositi e Prestiti prevede il versamento a rate per il conguaglio che le Fondazioni bancarie dovranno al ministero dell'Economia per convertire le azioni privilegiate detenute di Cdp in azioni ordinarie. La Cassa depositi e prestiti dovrà poi fissare entro il 31 gennaio 2013 il rapporto di conversione e, nel caso non dovesse risultare pari, le Fondazioni potranno versare la differenza tra il valore di un'ordinaria e una privilegiata». Per il senatore dell'Idv Elio Lannutti «le fondazioni bancarie, azioniste degli Istituti di Credito, continuano a ricevere scandalosi favori dal governo dei banchieri, in particolare dal ministro dell'Economia Vittorio Grilli. L'emendamento approvato non è altro che l'ennesimo regalo, un cadeaux natalizio di ben 3 miliardi di euro». Col nuovo decreto Sviluppo arriva anche il fondo unico per l'edilizia scolastica e piani triennali per lo sviluppo delle infrastrutture. La proposta stabilisce che il ministro dell'Istruzione, definisce le «priorità strategiche, le modalità e i termini per la predisposizione e per l'approvazione di appostiti piani triennali, articolati in singole annualità, di interventi di edilizia scolastica, nonchè di relativi finanziamenti». Inoltre a decorrere dall'esercizio finanziario 2013 «è istituito il Fondo unico per l'edilizia scolastica, nel quale confluiscono tutte le risorse iscritte nel bilancio dello Stato destinate a finanziare gli interventi di edilizia scolastica» ©RIPRODUZIONE RISERVATA