«Il privato da noi smaltisce gratis»
CASALE MONFERRATO «Non solo abbiamo realizzato l'autodiscarica sotto lo stabilimento Eternit, ne abbiamo creata un'altra nell'area industriale di Casale per smaltire gratis tutto l'amianto che si trovava nelle abitazioni dei privati e adesso ne vogliamo un'altra ancora». A parlare è Bruno Pesce, portavoce dell'associazione delle vittime di Casale Monferrato insieme all'ottantenne e combattiva Romana Blasotti Pavesi. «Nel giro di un paio di anni la discarica pubblica per smaltire l'amianto dei privati si esaurirà e noi vogliamo continuare a liberarci di tutto l'asbesto che si trova a Casale – dice Pesce – La discarica è un anello fondamentale per un piano che prevede incentivi per lo smaltimento e soprattutto per non lasciare soli i cittadini che non sanno come comportarsi con il materiale killer che si ritrovano in casa». Fin dal 1989 il Comune di Casale ha dato incentivi ai cittadini per favorire la raccolta del cemento amianto. «Ora c'è un servizio di raccolta pubblica che si occupa di Casale e di altri 48 comuni della zona – spiega Pesce – e chi ha bisogno soltanto di smaltire, non paga nulla. La discarica serve ad abbattere la speculazione, lo smaltimento pirata ed abusivo. In più incentiva la rimozione del pericoloso amianto». Per gli abitanti di Casale l'obiettivo è togliere l'amianto da ogni edificio della città e farlo al più presto. «Per questo non abbiamo avuto dubbi a interrare i detriti con le fibre killer sotto la Eternit – spiega Bruno Pesce– Per noi era la decisione più saggia. Siamo stati noi a volere la discarica lì, nei vasconi della Eternit che sono stati riempiti mano a mano mentre procedeva la bonifica. Era il metodo più rapido per rimuovere tutto l'amianto. Ora sopra c'è un parco. Se non si tratta di maxi impianti che servono un'intera regione, le discariche di piccole e medie dimensioni vanno benissimo. Da noi sono monitorate 24 ore su 24 sia al suo sia in atmosfera. E sono sicure perchè l'amianto una volta che non vola più, non fa paura. Basta sigillarlo e metterlo così in sicurezza». La discarica dedicata all'amianto raccolto direttamente dagli abitanti funziona con lo stesso concetto: «Nella casa di mio suocero abbiamo scoperto un pezzo di canna fumaria in amianto. Mezzo metro di tubo – racconta Pesce – Ho seguito le procedure e quindi l'ho impregnato con acqua e colla, poi l'ho sigillato in un doppio sacco di plastica e ho avvertito il Comune. Il camion è passato a ritirarlo gratis. Lo stesso vale per chi ha lastre di grandi dimensioni. Si sigilla tutto e lo si mette sui bancali. Il camion con i forchettoni lo solleva e lo trasporta in discarica sempre senza far pagare nulla». (l.l)